Su un’auto sportiva, i danni non arrivano solo dalla pista. Arrivano dai sassolini in tangenziale, dai lavaggi eseguiti male, dai residui ferrosi, dagli insetti acidi sul frontale e persino dalle manovre quotidiane. Per questo una guida PPF auto sportiva ha senso solo se parte da un punto chiaro: non si tratta di un accessorio estetico, ma di una protezione tecnica che preserva finitura, profondità del colore e valore del veicolo.
Chi possiede una coupé ad alte prestazioni, una supercar o una granturismo ben tenuta conosce il problema. Le superfici più esposte – paraurti, cofano, minigonne, passaruota, spoiler e specchi – sono anche quelle che raccontano subito l’età reale dell’auto. Una vernice segnata sul frontale o sulle zone basse compromette la percezione dell’intera vettura, anche quando il resto è in ordine.
Guida PPF auto sportiva: cos’è davvero il film protettivo
Il PPF, Paint Protection Film, è una pellicola trasparente ad alte prestazioni progettata per assorbire aggressioni fisiche e limitare i danni alla vernice originale. Nelle applicazioni premium non parliamo di un semplice film adesivo, ma di un materiale multistrato sviluppato per offrire trasparenza ottica elevata, elasticità, resistenza agli impatti e proprietà autorigeneranti sulle microsegnature superficiali.
Su un’auto sportiva il vantaggio è evidente soprattutto nelle aree ad alta velocità d’impatto. Il film crea una barriera sacrificabile tra vernice e ambiente esterno. In pratica, quando un detrito colpisce il frontale, è il film a gestire l’energia dell’urto. Non fa miracoli contro ogni danno possibile, ma riduce in modo concreto i segni tipici dell’utilizzo reale.
La differenza rispetto a cere, sigillanti o coating nanoceramici è semplice. Il coating migliora resistenza chimica, idrorepellenza e facilità di lavaggio. Il PPF aggiunge protezione fisica. Su una sportiva usata spesso, le due soluzioni non si escludono: hanno funzioni diverse e, se ben integrate, lavorano in modo complementare.

Perché il PPF ha più senso su una sportiva
Una sportiva vive criticità specifiche. L’assetto più basso espone maggiormente paraurti, splitter, minigonne e parti inferiori delle portiere. Pneumatici più larghi e prestazioni superiori aumentano la raccolta e la proiezione di sporco, bitume e detriti. Le forme scolpite, poi, creano spigoli, prese d’aria e superfici tese dove ogni imperfezione si nota di più.
C’è anche un aspetto economico da non sottovalutare. Riverniciare correttamente un pannello su vetture premium o ad alto valore richiede standard molto elevati. Non basta coprire il difetto: bisogna mantenere uniformità cromatica, texture, brillantezza e integrità dell’originale. Il PPF non elimina il rischio di interventi futuri, ma può ridurre drasticamente la frequenza con cui diventano necessari.
Per chi guarda al mantenimento del valore, il discorso è ancora più netto. Un’auto sportiva con vernice originale ben conservata ha un peso diverso sul mercato rispetto a un esemplare con frontale segnato o pannelli riverniciati. La protezione diventa quindi una scelta patrimoniale, non solo estetica.
Copertura parziale o totale: quale scegliere
Qui entra in gioco il vero approccio consulenziale. Non esiste una risposta valida per tutti, perché dipende da utilizzo, chilometraggio, colore, livello di perfezionismo e budget.
La copertura parziale ha senso quando si vuole concentrare l’investimento sulle aree più esposte. In genere si interviene su paraurti anteriore, cofano, parafanghi, specchi, battute d’accesso e zone posteriori davanti ai passaruota. È una soluzione razionale per vetture utilizzate su strada, con percorrenze normali, quando l’obiettivo principale è contenere i danni da impatto nelle zone critiche.
La copertura totale, invece, è la scelta più coerente per auto nuove, supercar, colori scuri, finiture speciali e vetture da collezione o da forte utilizzo. Protegge anche superfici meno colpite dai sassi ma molto esposte a micrograffi da lavaggio, sfregamenti e segni d’uso. Sulle tinte nere, sulle vernici pastello delicate e sulle carrozzerie con superfici molto scolpite, il beneficio visivo nel tempo è particolarmente evidente.
Il punto decisivo è questo: una copertura parziale protegge bene dove serve di più; una copertura totale mantiene l’auto più uniforme, sia come protezione sia come resa estetica nel lungo periodo.
Come scegliere il PPF giusto per un’auto sportiva
Non tutti i film lavorano allo stesso modo. Su una sportiva vanno valutati quattro parametri reali: trasparenza, capacità di conformarsi alle forme complesse, resistenza superficiale e qualità dell’adesivo.
La trasparenza ottica è essenziale. Su vernici profonde, metallizzate o perlati, un film mediocre può alterare il look con una leggera velatura, una buccia accentuata o riflessi poco puliti. Su vetture di fascia alta questo è immediatamente visibile.
La conformabilità conta sulle geometrie difficili. Prese d’aria, lame aerodinamiche, paraurti con curvature marcate e bordi molto tesi richiedono un film capace di adattarsi senza tensioni eccessive. Un materiale poco adatto o applicato male può sollevarsi nei punti critici o mostrare bordi più evidenti del dovuto.
Poi c’è la resistenza reale. Un buon PPF deve difendere da abrasioni leggere, contaminazioni e utilizzo quotidiano, mantenendo stabilità nel tempo. Non basta che protegga il primo mese: deve restare visivamente corretto anche dopo cicli di lavaggio, caldo, pioggia e inquinamento urbano.
Infine, il collante. Un adesivo di qualità permette un’applicazione più precisa e una maggiore stabilità, oltre a facilitare eventuale rimozione futura senza conseguenze sulla superficie sottostante, se il film è stato installato e mantenuto correttamente.

Il protocollo corretto prima dell’applicazione
Il risultato non dipende solo dal film. Dipende, in larga misura, da ciò che viene fatto prima. Applicare PPF su una superficie non preparata significa sigillare sotto la pellicola difetti, contaminazioni o imperfezioni che resteranno visibili.
La fase iniziale comprende lavaggio tecnico, decontaminazione chimica e meccanica, controllo dello stato della vernice e correzione dei difetti compatibile con il progetto di protezione. Su un’auto nuova, per esempio, non è raro trovare ologrammi, swirls da preconsegna o segni da trasporto. Su un usato ben tenuto, invece, si lavora spesso per recuperare gloss e uniformità prima della posa.
Su una sportiva, la precisione diventa ancora più importante nelle zone complesse. I bordi devono essere gestiti con logica tecnica, la superficie deve essere perfettamente stabile e l’installazione deve rispettare linee, simmetrie e tolleranze estetiche elevate. In un contesto premium, la differenza si vede proprio nei dettagli che un occhio esperto nota subito.
PPF e coating: insieme o alternativi?
Sono complementari. Il PPF è la difesa meccanica, il coating è il potenziamento della superficie. Quando il film viene trattato con un coating compatibile, si ottiene un miglior comportamento all’acqua, più facilità di pulizia e una gestione migliore di sporco stradale, residui organici e contaminazioni.
Questo approccio ha molto senso per chi usa l’auto regolarmente, soprattutto in contesti urbani come Milano, dove smog, pioggia sporca, polveri ferrose e lavaggi frequenti mettono sotto stress finitura e manutenzione. Il vantaggio non è solo estetico: si riducono tempi, difficoltà e rischio di segni nelle operazioni ordinarie.
Errori comuni da evitare nella scelta del PPF
L’errore più frequente è valutare solo il prezzo. Su una sportiva il PPF non è una commodity. Materiale, preparazione, qualità di taglio e competenza applicativa incidono direttamente sul risultato. Un preventivo più basso può nascondere materiale più scarso, coperture ridotte, finiture meno accurate o tempi di preparazione insufficienti.
Un altro errore è pensare che il film renda l’auto indistruttibile. Non è così. Il PPF riduce danni e usura, ma non sostituisce attenzione, lavaggi corretti e manutenzione specialistica. Anche il film va gestito in modo coerente con il livello dell’auto.
Infine, molti sottovalutano la progettazione della copertura. Proteggere solo il cofano e lasciare esposte minigonne, parafanghi posteriori o zona d’accesso può avere poco senso su modelli che soffrono proprio in quei punti. La soluzione giusta parte sempre dall’analisi del veicolo e del suo utilizzo reale.

Quanto dura e quanto vale l’investimento
La durata dipende da qualità del film, condizioni d’uso, esposizione ambientale e manutenzione. Su un’auto custodita bene e trattata con protocolli corretti, il PPF può mantenere prestazioni e resa estetica per anni. Ma la domanda più utile non è solo quanto dura. È quando conviene davvero.
Conviene quasi sempre su auto nuove o appena riverniciate a regola d’arte, perché protegge il momento migliore della finitura. Conviene molto su auto sportive scure, su modelli con frontale basso e largo, su vetture ad alto chilometraggio e su esemplari il cui valore dipende anche dalla conservazione della vernice originale. Conviene meno, o comunque richiede una valutazione più attenta, su auto già fortemente segnate se non si prevede una correzione adeguata prima dell’installazione e, in ogni caso, quando i fattori di rischio stimabili in funzione dell’utilizzo sono residuali.
Per questo un centro specializzato come Ceramic Pro Milano imposta il lavoro come un progetto, non come una semplice posa. Si parte dallo stato reale della carrozzeria, si definisce il livello di protezione più sensato e si costruisce un risultato coerente con il profilo del veicolo.
Se la tua sportiva merita una protezione all’altezza della sua ingegneria, il PPF non va scelto per moda. Va scelto per preservare ciò che rende quell’auto speciale ogni volta che la guardi, la lavi o la rimetti in strada.
Su un’auto sportiva, i danni non arrivano solo dalla pista. Arrivano dai sassolini in tangenziale, dai lavaggi eseguiti male, dai residui ferrosi, dagli insetti acidi sul frontale e persino dalle manovre quotidiane. Per questo una guida PPF auto sportiva ha senso solo se parte da un punto chiaro: non si tratta di un accessorio estetico, ma di una protezione tecnica che preserva finitura, profondità del colore e valore del veicolo.
Chi possiede una coupé ad alte prestazioni, una supercar o una granturismo ben tenuta conosce il problema. Le superfici più esposte – paraurti, cofano, minigonne, passaruota, spoiler e specchi – sono anche quelle che raccontano subito l’età reale dell’auto. Una vernice segnata sul frontale o sulle zone basse compromette la percezione dell’intera vettura, anche quando il resto è in ordine.
Guida PPF auto sportiva: cos’è davvero il film protettivo
Il PPF, Paint Protection Film, è una pellicola trasparente ad alte prestazioni progettata per assorbire aggressioni fisiche e limitare i danni alla vernice originale. Nelle applicazioni premium non parliamo di un semplice film adesivo, ma di un materiale multistrato sviluppato per offrire trasparenza ottica elevata, elasticità, resistenza agli impatti e proprietà autorigeneranti sulle microsegnature superficiali.
Su un’auto sportiva il vantaggio è evidente soprattutto nelle aree ad alta velocità d’impatto. Il film crea una barriera sacrificabile tra vernice e ambiente esterno. In pratica, quando un detrito colpisce il frontale, è il film a gestire l’energia dell’urto. Non fa miracoli contro ogni danno possibile, ma riduce in modo concreto i segni tipici dell’utilizzo reale.
La differenza rispetto a cere, sigillanti o coating nanoceramici è semplice. Il coating migliora resistenza chimica, idrorepellenza e facilità di lavaggio. Il PPF aggiunge protezione fisica. Su una sportiva usata spesso, le due soluzioni non si escludono: hanno funzioni diverse e, se ben integrate, lavorano in modo complementare.

Perché il PPF ha più senso su una sportiva
Una sportiva vive criticità specifiche. L’assetto più basso espone maggiormente paraurti, splitter, minigonne e parti inferiori delle portiere. Pneumatici più larghi e prestazioni superiori aumentano la raccolta e la proiezione di sporco, bitume e detriti. Le forme scolpite, poi, creano spigoli, prese d’aria e superfici tese dove ogni imperfezione si nota di più.
C’è anche un aspetto economico da non sottovalutare. Riverniciare correttamente un pannello su vetture premium o ad alto valore richiede standard molto elevati. Non basta coprire il difetto: bisogna mantenere uniformità cromatica, texture, brillantezza e integrità dell’originale. Il PPF non elimina il rischio di interventi futuri, ma può ridurre drasticamente la frequenza con cui diventano necessari.
Per chi guarda al mantenimento del valore, il discorso è ancora più netto. Un’auto sportiva con vernice originale ben conservata ha un peso diverso sul mercato rispetto a un esemplare con frontale segnato o pannelli riverniciati. La protezione diventa quindi una scelta patrimoniale, non solo estetica.
Copertura parziale o totale: quale scegliere
Qui entra in gioco il vero approccio consulenziale. Non esiste una risposta valida per tutti, perché dipende da utilizzo, chilometraggio, colore, livello di perfezionismo e budget.
La copertura parziale ha senso quando si vuole concentrare l’investimento sulle aree più esposte. In genere si interviene su paraurti anteriore, cofano, parafanghi, specchi, battute d’accesso e zone posteriori davanti ai passaruota. È una soluzione razionale per vetture utilizzate su strada, con percorrenze normali, quando l’obiettivo principale è contenere i danni da impatto nelle zone critiche.
La copertura totale, invece, è la scelta più coerente per auto nuove, supercar, colori scuri, finiture speciali e vetture da collezione o da forte utilizzo. Protegge anche superfici meno colpite dai sassi ma molto esposte a micrograffi da lavaggio, sfregamenti e segni d’uso. Sulle tinte nere, sulle vernici pastello delicate e sulle carrozzerie con superfici molto scolpite, il beneficio visivo nel tempo è particolarmente evidente.
Il punto decisivo è questo: una copertura parziale protegge bene dove serve di più; una copertura totale mantiene l’auto più uniforme, sia come protezione sia come resa estetica nel lungo periodo.
Come scegliere il PPF giusto per un’auto sportiva
Non tutti i film lavorano allo stesso modo. Su una sportiva vanno valutati quattro parametri reali: trasparenza, capacità di conformarsi alle forme complesse, resistenza superficiale e qualità dell’adesivo.
La trasparenza ottica è essenziale. Su vernici profonde, metallizzate o perlati, un film mediocre può alterare il look con una leggera velatura, una buccia accentuata o riflessi poco puliti. Su vetture di fascia alta questo è immediatamente visibile.
La conformabilità conta sulle geometrie difficili. Prese d’aria, lame aerodinamiche, paraurti con curvature marcate e bordi molto tesi richiedono un film capace di adattarsi senza tensioni eccessive. Un materiale poco adatto o applicato male può sollevarsi nei punti critici o mostrare bordi più evidenti del dovuto.
Poi c’è la resistenza reale. Un buon PPF deve difendere da abrasioni leggere, contaminazioni e utilizzo quotidiano, mantenendo stabilità nel tempo. Non basta che protegga il primo mese: deve restare visivamente corretto anche dopo cicli di lavaggio, caldo, pioggia e inquinamento urbano.
Infine, il collante. Un adesivo di qualità permette un’applicazione più precisa e una maggiore stabilità, oltre a facilitare eventuale rimozione futura senza conseguenze sulla superficie sottostante, se il film è stato installato e mantenuto correttamente.

Il protocollo corretto prima dell’applicazione
Il risultato non dipende solo dal film. Dipende, in larga misura, da ciò che viene fatto prima. Applicare PPF su una superficie non preparata significa sigillare sotto la pellicola difetti, contaminazioni o imperfezioni che resteranno visibili.
La fase iniziale comprende lavaggio tecnico, decontaminazione chimica e meccanica, controllo dello stato della vernice e correzione dei difetti compatibile con il progetto di protezione. Su un’auto nuova, per esempio, non è raro trovare ologrammi, swirls da preconsegna o segni da trasporto. Su un usato ben tenuto, invece, si lavora spesso per recuperare gloss e uniformità prima della posa.
Su una sportiva, la precisione diventa ancora più importante nelle zone complesse. I bordi devono essere gestiti con logica tecnica, la superficie deve essere perfettamente stabile e l’installazione deve rispettare linee, simmetrie e tolleranze estetiche elevate. In un contesto premium, la differenza si vede proprio nei dettagli che un occhio esperto nota subito.
PPF e Coating: insieme o alternativi?
Sono complementari. Il PPF è la difesa meccanica, il coating è il potenziamento della superficie. Quando il film viene trattato con un coating compatibile, si ottiene un miglior comportamento all’acqua, più facilità di pulizia e una gestione migliore di sporco stradale, residui organici e contaminazioni.
Questo approccio ha molto senso per chi usa l’auto regolarmente, soprattutto in contesti urbani come Milano, dove smog, pioggia sporca, polveri ferrose e lavaggi frequenti mettono sotto stress finitura e manutenzione. Il vantaggio non è solo estetico: si riducono tempi, difficoltà e rischio di segni nelle operazioni ordinarie.
Errori più comuni da evitare nella scelta del PPF
L’errore più frequente è valutare solo il prezzo. Su una sportiva il PPF non è una commodity. Materiale, preparazione, qualità di taglio e competenza applicativa incidono direttamente sul risultato. Un preventivo più basso può nascondere materiale più scarso, coperture ridotte, finiture meno accurate o tempi di preparazione insufficienti.
Un altro errore è pensare che il film renda l’auto indistruttibile. Non è così. Il PPF riduce danni e usura, ma non sostituisce attenzione, lavaggi corretti e manutenzione specialistica. Anche il film va gestito in modo coerente con il livello dell’auto.
Infine, molti sottovalutano la progettazione della copertura. Proteggere solo il cofano e lasciare esposte minigonne, parafanghi posteriori o zona d’accesso può avere poco senso su modelli che soffrono proprio in quei punti. La soluzione giusta parte sempre dall’analisi del veicolo e del suo utilizzo reale.

Quanto dura e quanto vale l’investimento
La durata dipende da qualità del film, condizioni d’uso, esposizione ambientale e manutenzione. Su un’auto custodita bene e trattata con protocolli corretti, il PPF può mantenere prestazioni e resa estetica per anni. Ma la domanda più utile non è solo quanto dura. È quando conviene davvero.
Conviene quasi sempre su auto nuove o appena riverniciate a regola d’arte, perché protegge il momento migliore della finitura. Conviene molto su auto sportive scure, su modelli con frontale basso e largo, su vetture ad alto chilometraggio e su esemplari il cui valore dipende anche dalla conservazione della vernice originale. Conviene meno, o comunque richiede una valutazione più attenta, su auto già fortemente segnate se non si prevede una correzione adeguata prima dell’installazione e, in ogni caso, quando i fattori di rischio stimabili in funzione dell’utilizzo sono residuali.
Per questo un centro specializzato come Ceramic Pro Milano imposta il lavoro come un progetto, non come una semplice posa. Si parte dallo stato reale della carrozzeria, si definisce il livello di protezione più sensato e si costruisce un risultato coerente con il profilo del veicolo.
Se la tua sportiva merita una protezione all’altezza della sua ingegneria, il PPF non va scelto per moda. Va scelto per preservare ciò che rende quell’auto speciale ogni volta che la guardi, la lavi o la rimetti in strada.
Contatta il nostro Servizio Clienti:
CHIAMACI SUBITO
INVIACI UN’EMAIL
o compila il modulo di contatto
FAQ
LEGGI QUI LE RISPOSTE AD ALCUNE TRA LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI:
Cos’è la nanotecnologia?
E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”, i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.
Cos’è Ceramic Pro?
E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno.
Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?
No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.
Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?
No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.
Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?
Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.
Posso acquistare e applicare da solo Ceramic Pro?
No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.
È applicabile anche su veicoli opachi?
Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.
La protezione contro i graffi è assoluta?
La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.
Che tipo di manutenzione è necessaria?
Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.
In cosa consiste l’attività di mantenimento?
Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.
Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?
Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.
Quanto costa Ceramic Pro?
Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.
Contatta il nostro Servizio Clienti:
CHIAMACI SUBITO
INVIACI UN’EMAIL
o compila il modulo di contatto:
FAQ
LEGGI QUI LE RISPOSTE AD ALCUNE TRA LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI:
Cos’è la nanotecnologia?
E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”, i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.
Cos’è Ceramic Pro?
E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno.
Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?
No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.
Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?
No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.
Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?
Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.
Posso acquistare e applicare da solo Ceramic Pro?
No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.
È applicabile anche su veicoli opachi?
Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.
La protezione contro i graffi è assoluta?
La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.
Che tipo di manutenzione è necessaria?
Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.
In cosa consiste l’attività di mantenimento?
Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.
Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?
Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.
Quanto costa Ceramic Pro?
Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.
