Molti immaginano che la vernice di fabbrica sia già sufficiente a difendere l’auto negli anni. In realtà il trasparente OEM è progettato per rispettare standard produttivi e ambientali, non per restare immacolato nell’uso reale. Una vettura nuova, specialmente se utilizzata in contesto urbano o autostradale, è esposta fin da subito a contaminazioni chimiche, microabrasioni e aggressioni meccaniche.
Le minacce più comuni non sono sempre quelle più evidenti. C’è lo smog, particolarmente critico nelle grandi aree urbane, che deposita residui persistenti. Ci sono i residui ferrosi dei freni e del traffico, che si ancorano alla superficie. Poi arrivano gli insetti, gli escrementi di uccelli, la resina, i detergenti alcalini dei lavaggi rapidi, i piccoli graffi da contatto e i colpi di pietrisco.
È qui che cambia il criterio di scelta. La miglior protezione auto nuova non è “quella che fa brillare di più”, ma quella che risponde in modo corretto al tipo di rischio a cui il veicolo sarà sottoposto.
Coating nanoceramico e PPF: due protezioni diverse
Chi cerca una soluzione seria si trova quasi sempre davanti a due famiglie di trattamento: coating nanoceramico e pellicola protettiva PPF. Spesso vengono messi in alternativa, ma dal punto di vista tecnico non proteggono dalle stesse cose e non offrono lo stesso risultato.
Il coating nanoceramico è un rivestimento liquido ad alte prestazioni che viene applicato sulla superficie dopo una preparazione accurata. Una volta polimerizzato, crea uno strato stabile, molto liscio, chimicamente resistente e idrofobico. Il beneficio più evidente è la riduzione dell’adesione dello sporco, insieme a una maggiore facilità di lavaggio e a una protezione superiore rispetto a cere e sigillanti tradizionali.
Il PPF, invece, è una pellicola trasparente in materiale poliuretanico (TPU) ad alto spessore, pensata per assorbire impatti e abrasioni leggere. È la soluzione più efficace contro pietrisco, segni da urto superficiale, graffi da utilizzo quotidiano e usura localizzata sulle zone più esposte.
Dire che uno sia sempre migliore dell’altro sarebbe tecnicamente scorretto. Se l’obiettivo è difendere la carrozzeria da aggressioni chimiche, contaminazioni, perdita di gloss e manutenzione difficile, il coating è una scelta di alto livello. Se invece il timore principale riguarda i danni fisici frontali, il PPF parte in vantaggio.

Quando il coating è la scelta più intelligente
Su un’auto nuova il coating nanoceramico ha un grande vantaggio: si applica quando la superficie è ancora in condizioni ottimali o quasi, quindi il potenziale estetico del veicolo viene massimizzato e poi stabilizzato. Il trasparente acquista maggiore profondità visiva, l’acqua scivola via più facilmente e la manutenzione ordinaria diventa molto meno aggressiva.
Per un proprietario attento, questo significa una cosa precisa: meno rischio di introdurre difetti nei lavaggi successivi. Non è una protezione antiurto e non rende l’auto invulnerabile ai graffi, ma riduce l’esposizione all’usura quotidiana che, nel medio periodo, opacizza e impoverisce l’aspetto della vernice.
I coating di fascia alta si distinguono soprattutto per tecnologia, stabilità e durata reale. Un sistema professionale a scambio ionico, applicato con protocollo corretto, offre prestazioni superiori rispetto ai coating entry level o ai prodotti commerciali applicati senza preparazione specialistica.
Quando il PPF è la soluzione migliore
Se l’auto percorre molta autostrada, se ha un frontale basso, se si tratta di una sportiva, di una supercar o di una vettura dal valore elevato, il PPF diventa spesso la risposta più logica. Cofano, paraurti anteriore, parafanghi, specchi, battute e soglie sono aree esposte a un rischio che il coating, da solo, non può neutralizzare.
La pellicola crea una barriera fisica. Questo è il suo vero vantaggio. Alcune soluzioni di ultima generazione offrono inoltre ottima trasparenza, finitura molto pulita e capacità autorigeneranti sui microsegni superficiali dovuti a calore o sole, entro certi limiti.
Naturalmente esistono anche compromessi. Il PPF richiede applicazione molto esperta, è più costoso del solo coating e ha senso soprattutto dove l’esposizione all’impatto è concreta. Applicarlo senza criterio su un’auto usata poco, o solo in città a ritmi tranquilli, può essere una scelta eccessiva rispetto all’uso reale.
La soluzione ideale spesso non è una sola
Per chi cerca il miglior compromesso costi/benefici, la miglior protezione auto nuova è spesso una combinazione intelligente di PPF e coating. Il principio è semplice: pellicola sulle zone a rischio di impatto, coating sulle restanti superfici e, in molti casi, anche sopra il PPF per migliorarne scorrevolezza, idrofobicità e facilità di pulizia.
È un approccio tipico delle vetture premium e delle auto acquistate con una prospettiva di lungo periodo. Non si tratta di aggiungere trattamenti per estetica, ma di assegnare a ogni area del veicolo la tecnologia più adatta. Un cofano anteriore non ha le stesse esigenze del tetto. Un paraurti non vive le stesse sollecitazioni di una fiancata. Una scelta premium è quasi sempre una scelta su misura.

Perché la preparazione conta quanto il prodotto
Qui si gioca la differenza tra un trattamento professionale e un risultato solo apparente. Anche su un’auto appena consegnata, la superficie non è mai perfetta come molti credono. Ci possono essere segni da trasporto, contaminazioni industriali, residui di stoccaggio, aloni, difetti di preconsegna o micrograffi introdotti dal concessionario durante lavaggio e preparazione.
Applicare una protezione sopra una superficie non corretta significa sigillare difetti anziché valorizzare la vernice. Per questo un protocollo serio parte sempre da decontaminazione, ispezione, eventuale correzione dei difetti e solo dopo dalla posa del trattamento.
Nel caso dei coating professionali, la resa finale dipende in modo diretto dalla pulizia chimica, dal livello di finitura e dalla corretta stratificazione. Nel caso del PPF, contano ancora di più precisione di taglio, tensione della pellicola, gestione dei bordi e pulizia dell’ambiente di applicazione. La tecnologia è fondamentale, ma senza metodo non esprime il suo vero valore.
Quanto dura davvero una protezione professionale
La durata non va letta solo in anni, ma in qualità della prestazione nel tempo. Un coating può dichiarare 5 anni o più, ma la durata reale dipende da chilometraggio, esposizione, frequenza dei lavaggi e manutenzione corretta. Un’auto parcheggiata sempre all’aperto e lavata in impianti aggressivi vivrà condizioni molto diverse da una vettura custodita e gestita con attenzione.
Lo stesso vale per il PPF. Una pellicola di qualità, installata bene, mantiene trasparenza e funzione protettiva per anni, ma l’ambiente d’uso resta determinante. Calore, raggi UV, contaminazioni e manutenzione impropria possono accelerare l’invecchiamento.
La lettura corretta è questa: una protezione premium non elimina la necessità di cura, ma riduce il degrado, rende l’auto più semplice da mantenere e conserva più a lungo un livello estetico superiore.
Come scegliere la miglior protezione auto nuova per il proprio caso
La scelta giusta nasce da tre domande molto concrete. La prima riguarda l’utilizzo: città, autostrada, weekend, uso intensivo o collezione. La seconda riguarda il livello di aspettativa: si vuole un’auto più facile da pulire o si vuole difendere davvero il frontale da impatti e segni? La terza riguarda l’orizzonte temporale: l’auto resterà a lungo in garage oppure verrà sostituita in pochi anni?
Chi usa una berlina premium ogni giorno e vuole mantenerla elegante, pulita e più semplice da gestire, spesso trova nel coating professionale la soluzione più equilibrata. Chi guida una sportiva o un SUV di alto valore su tratte veloci, con forte esposizione a pietrisco, dovrebbe valutare seriamente il PPF almeno sulle aree frontali. Chi pretende il massimo, in particolare su auto di pregio, sceglie quasi sempre un progetto combinato.
Non va poi sottovalutata la dimensione psicologica nella scelta, in fondo una protezione è una forma fisica di assicurazione: elevata capacità di spesa combinata a bassa propensione al rischio conducono quasi sempre a fare preferire una soluzione con PPF integrale, possibilmente con coating ceramico installato sulla pellicola. Il massimo che il mercato possa offrire.
In un centro specializzato come Ceramic Pro Milano, questo tipo di consulenza fa la differenza perché evita sia la sottoprotezione sia l’acquisto di un pacchetto sovradimensionato rispetto al reale utilizzo.

L’errore più costoso è aspettare
Molti proprietari rimandano la protezione di qualche mese, pensando di intervenire più avanti. È spesso la decisione meno efficiente. Quando l’auto accumula già swirl, contaminazioni e piccoli danni, il livello di preparazione necessario aumenta, così come il tempo per riportare la superficie allo standard che aveva all’inizio.
Proteggere l’auto nuova subito significa lavorare sulla miglior base possibile, preservare il trasparente originale e impostare fin da subito una manutenzione meno invasiva. Non è un lusso accessorio. Per chi attribuisce valore a estetica, conservazione e rivendibilità, è una scelta razionale.
La domanda giusta, quindi, non è solo quale sia la miglior protezione auto nuova in assoluto. La domanda giusta è quale protezione difende davvero la tua auto dal tipo di usura che affronterà da domani mattina. Quando la risposta è costruita con criterio tecnico, il risultato si vede ogni volta che la luce colpisce la carrozzeria.
Molti immaginano che la vernice di fabbrica sia già sufficiente a difendere l’auto negli anni. In realtà il trasparente OEM è progettato per rispettare standard produttivi e ambientali, non per restare immacolato nell’uso reale. Una vettura nuova, specialmente se utilizzata in contesto urbano o autostradale, è esposta fin da subito a contaminazioni chimiche, microabrasioni e aggressioni meccaniche.
Le minacce più comuni non sono sempre quelle più evidenti. C’è lo smog, particolarmente critico nelle grandi aree urbane, che deposita residui persistenti. Ci sono i residui ferrosi dei freni e del traffico, che si ancorano alla superficie. Poi arrivano gli insetti, gli escrementi di uccelli, la resina, i detergenti alcalini dei lavaggi rapidi, i piccoli graffi da contatto e i colpi di pietrisco.
È qui che cambia il criterio di scelta. La miglior protezione auto nuova non è “quella che fa brillare di più”, ma quella che risponde in modo corretto al tipo di rischio a cui il veicolo sarà sottoposto.
Coating nanoceramico e PPF: due protezioni diverse
Chi cerca una soluzione seria si trova quasi sempre davanti a due famiglie di trattamento: coating nanoceramico e pellicola protettiva PPF. Spesso vengono messi in alternativa, ma dal punto di vista tecnico non proteggono dalle stesse cose e non offrono lo stesso risultato.
Il coating nanoceramico è un rivestimento liquido ad alte prestazioni che viene applicato sulla superficie dopo una preparazione accurata. Una volta polimerizzato, crea uno strato stabile, molto liscio, chimicamente resistente e idrofobico. Il beneficio più evidente è la riduzione dell’adesione dello sporco, insieme a una maggiore facilità di lavaggio e a una protezione superiore rispetto a cere e sigillanti tradizionali.
Il PPF, invece, è una pellicola trasparente in materiale poliuretanico (TPU) ad alto spessore, pensata per assorbire impatti e abrasioni leggere. È la soluzione più efficace contro pietrisco, segni da urto superficiale, graffi da utilizzo quotidiano e usura localizzata sulle zone più esposte.
Dire che uno sia sempre migliore dell’altro sarebbe tecnicamente scorretto. Se l’obiettivo è difendere la carrozzeria da aggressioni chimiche, contaminazioni, perdita di gloss e manutenzione difficile, il coating è una scelta di alto livello. Se invece il timore principale riguarda i danni fisici frontali, il PPF parte in vantaggio.

Quando il coating è la scelta più intelligente
Su un’auto nuova il coating nanoceramico ha un grande vantaggio: si applica quando la superficie è ancora in condizioni ottimali o quasi, quindi il potenziale estetico del veicolo viene massimizzato e poi stabilizzato. Il trasparente acquista maggiore profondità visiva, l’acqua scivola via più facilmente e la manutenzione ordinaria diventa molto meno aggressiva.
Per un proprietario attento, questo significa una cosa precisa: meno rischio di introdurre difetti nei lavaggi successivi. Non è una protezione antiurto e non rende l’auto invulnerabile ai graffi, ma riduce l’esposizione all’usura quotidiana che, nel medio periodo, opacizza e impoverisce l’aspetto della vernice.
I coating di fascia alta si distinguono soprattutto per tecnologia, stabilità e durata reale. Un sistema professionale a scambio ionico, applicato con protocollo corretto, offre prestazioni superiori rispetto ai coating entry level o ai prodotti commerciali applicati senza preparazione specialistica.
Quando il PPF è la soluzione migliore
Se l’auto percorre molta autostrada, se ha un frontale basso, se si tratta di una sportiva, di una supercar o di una vettura dal valore elevato, il PPF diventa spesso la risposta più logica. Cofano, paraurti anteriore, parafanghi, specchi, battute e soglie sono aree esposte a un rischio che il coating, da solo, non può neutralizzare.
La pellicola crea una barriera fisica. Questo è il suo vero vantaggio. Alcune soluzioni di ultima generazione offrono inoltre ottima trasparenza, finitura molto pulita e capacità autorigeneranti sui microsegni superficiali dovuti a calore o sole, entro certi limiti.
Naturalmente esistono anche compromessi. Il PPF richiede applicazione molto esperta, è più costoso del solo coating e ha senso soprattutto dove l’esposizione all’impatto è concreta. Applicarlo senza criterio su un’auto usata poco, o solo in città a ritmi tranquilli, può essere una scelta eccessiva rispetto all’uso reale.
La soluzione ideale spesso non è una sola
Per chi cerca il miglior compromesso costi/benefici, la miglior protezione auto nuova è spesso una combinazione intelligente di PPF e coating. Il principio è semplice: pellicola sulle zone a rischio di impatto, coating sulle restanti superfici e, in molti casi, anche sopra il PPF per migliorarne scorrevolezza, idrofobicità e facilità di pulizia.
È un approccio tipico delle vetture premium e delle auto acquistate con una prospettiva di lungo periodo. Non si tratta di aggiungere trattamenti per estetica, ma di assegnare a ogni area del veicolo la tecnologia più adatta. Un cofano anteriore non ha le stesse esigenze del tetto. Un paraurti non vive le stesse sollecitazioni di una fiancata. Una scelta premium è quasi sempre una scelta su misura.

Perché la preparazione conta quanto il prodotto
Qui si gioca la differenza tra un trattamento professionale e un risultato solo apparente. Anche su un’auto appena consegnata, la superficie non è mai perfetta come molti credono. Ci possono essere segni da trasporto, contaminazioni industriali, residui di stoccaggio, aloni, difetti di preconsegna o micrograffi introdotti dal concessionario durante lavaggio e preparazione.
Applicare una protezione sopra una superficie non corretta significa sigillare difetti anziché valorizzare la vernice. Per questo un protocollo serio parte sempre da decontaminazione, ispezione, eventuale correzione dei difetti e solo dopo dalla posa del trattamento.
Nel caso dei coating professionali, la resa finale dipende in modo diretto dalla pulizia chimica, dal livello di finitura e dalla corretta stratificazione. Nel caso del PPF, contano ancora di più precisione di taglio, tensione della pellicola, gestione dei bordi e pulizia dell’ambiente di applicazione. La tecnologia è fondamentale, ma senza metodo non esprime il suo vero valore.
Quanto dura davvero una protezione professionale
La durata non va letta solo in anni, ma in qualità della prestazione nel tempo. Un coating può dichiarare 5 anni o più, ma la durata reale dipende da chilometraggio, esposizione, frequenza dei lavaggi e manutenzione corretta. Un’auto parcheggiata sempre all’aperto e lavata in impianti aggressivi vivrà condizioni molto diverse da una vettura custodita e gestita con attenzione.
Lo stesso vale per il PPF. Una pellicola di qualità, installata bene, mantiene trasparenza e funzione protettiva per anni, ma l’ambiente d’uso resta determinante. Calore, raggi UV, contaminazioni e manutenzione impropria possono accelerare l’invecchiamento.
La lettura corretta è questa: una protezione premium non elimina la necessità di cura, ma riduce il degrado, rende l’auto più semplice da mantenere e conserva più a lungo un livello estetico superiore.
Come scegliere la miglior protezione auto nuova per il proprio caso
La scelta giusta nasce da tre domande molto concrete. La prima riguarda l’utilizzo: città, autostrada, weekend, uso intensivo o collezione. La seconda riguarda il livello di aspettativa: si vuole un’auto più facile da pulire o si vuole difendere davvero il frontale da impatti e segni? La terza riguarda l’orizzonte temporale: l’auto resterà a lungo in garage oppure verrà sostituita in pochi anni?
Chi usa una berlina premium ogni giorno e vuole mantenerla elegante, pulita e più semplice da gestire, spesso trova nel coating professionale la soluzione più equilibrata. Chi guida una sportiva o un SUV di alto valore su tratte veloci, con forte esposizione a pietrisco, dovrebbe valutare seriamente il PPF almeno sulle aree frontali. Chi pretende il massimo, in particolare su auto di pregio, sceglie quasi sempre un progetto combinato.
Non va poi sottovalutata la dimensione psicologica nella scelta, in fondo una protezione è una forma fisica di assicurazione: elevata capacità di spesa combinata a bassa propensione al rischio conducono quasi sempre a fare preferire una soluzione con PPF integrale, possibilmente con coating ceramico installato sulla pellicola. Il massimo che il mercato possa offrire.
In un centro specializzato come Ceramic Pro Milano, questo tipo di consulenza fa la differenza perché evita sia la sottoprotezione sia l’acquisto di un pacchetto sovradimensionato rispetto al reale utilizzo.

L’errore più costoso è aspettare
Molti proprietari rimandano la protezione di qualche mese, pensando di intervenire più avanti. È spesso la decisione meno efficiente. Quando l’auto accumula già swirl, contaminazioni e piccoli danni, il livello di preparazione necessario aumenta, così come il tempo per riportare la superficie allo standard che aveva all’inizio.
Proteggere l’auto nuova subito significa lavorare sulla miglior base possibile, preservare il trasparente originale e impostare fin da subito una manutenzione meno invasiva. Non è un lusso accessorio. Per chi attribuisce valore a estetica, conservazione e rivendibilità, è una scelta razionale.
La domanda giusta, quindi, non è solo quale sia la miglior protezione auto nuova in assoluto. La domanda giusta è quale protezione difende davvero la tua auto dal tipo di usura che affronterà da domani mattina. Quando la risposta è costruita con criterio tecnico, il risultato si vede ogni volta che la luce colpisce la carrozzeria.
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FAQ
LEGGI QUI LE RISPOSTE AD ALCUNE TRA LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI:
Cos’è la nanotecnologia?
E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”, i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.
Cos’è Ceramic Pro?
E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno.
Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?
No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.
Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?
No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.
Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?
Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.
Posso acquistare e applicare da solo Ceramic Pro?
No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.
È applicabile anche su veicoli opachi?
Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.
La protezione contro i graffi è assoluta?
La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.
Che tipo di manutenzione è necessaria?
Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.
In cosa consiste l’attività di mantenimento?
Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.
Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?
Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.
Quanto costa Ceramic Pro?
Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.
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Cos’è la nanotecnologia?
E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”, i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.
Cos’è Ceramic Pro?
E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno.
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No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.
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È applicabile anche su veicoli opachi?
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La protezione contro i graffi è assoluta?
La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.
Che tipo di manutenzione è necessaria?
Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.
In cosa consiste l’attività di mantenimento?
Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.
Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?
Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.
Quanto costa Ceramic Pro?
Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.
