Una sassata in tangenziale non lascia il tempo di reagire. Si sente il colpo, poi arriva il dubbio: avrà segnato il cofano, il paraurti, il bordo del passaruota? Quando si parla di ppf auto contro sassate, il punto non è soltanto evitare un difetto estetico. Il punto è proteggere una vernice sempre più sofisticata, costosa da ripristinare e difficile da riportare al livello originale.
Per chi guida un’auto premium, sportiva o semplicemente tenuta con attenzione, il danno da pietrisco non è un dettaglio. Ogni micro scheggiatura rompe la continuità della finitura, espone il trasparente, e nel tempo può alterare l’aspetto generale del frontale. È qui che il PPF entra in gioco con una funzione precisa: assorbire l’impatto superficiale e sacrificarsi al posto della vernice.
PPF auto contro sassate: cosa protegge davvero
Il Paint Protection Film non è una pellicola decorativa come il wrapping in vinile. È un film poliuretanico ad alte prestazioni progettato per creare una barriera fisica tra la carrozzeria e le aggressioni meccaniche leggere e medie. In pratica, sulle zone più esposte intercetta il colpo del pietrisco e riduce drasticamente il rischio che la vernice venga scheggiata.
La parola chiave, però, è riduce. Non esiste una protezione assoluta contro qualsiasi impatto. Una sassata violenta ad alta velocità, con angolo sfavorevole o su uno spigolo particolarmente teso del pannello, può comunque lasciare un segno. Ma tra colpire direttamente il trasparente e colpire un film tecnico pensato per assorbire energia, la differenza è sostanziale.
Le aree dove il PPF lavora meglio contro il pietrisco sono quelle frontalmente investite dal flusso della strada: paraurti anteriore, cofano, parafanghi, calotte specchi, montanti anteriori, bordo tetto sopra il parabrezza e, su alcune vetture, minigonne e porzioni posteriori davanti alle ruote. Sono anche le zone che, senza protezione, mostrano più rapidamente il classico effetto puntinato da uso autostradale.

Perché le sassate possono essere un problema più serio di quanto sembri
Su molte auto moderne, soprattutto di fascia alta, la vernice ha cicli applicativi complessi e finiture molto sensibili alla continuità ottica. Un piccolo chip sul frontale si vede più di quanto ci si aspetti, specialmente su colori scuri, metallizzati o pastello pieni molto tesi. Il danno non è solo il puntino. È l’insieme di decine di micro urti che, dopo mesi o anni, tolgono compattezza visiva alla parte più esposta della vettura.
Ripristinare queste zone non è sempre banale. Una riverniciatura locale può risolvere il difetto, ma introduce altre variabili: differenza di tono, spessore del trasparente, sfumature, perdita dell’originalità del pannello. Per chi guarda anche al mantenimento del valore, soprattutto su auto recenti, sportive o da collezione, prevenire è spesso una scelta più intelligente che correggere dopo.
Come funziona il film protettivo ad alte prestazioni
Il PPF di livello premium non si limita a fare da scudo passivo. La struttura multistrato è studiata per combinare trasparenza ottica, elasticità, resistenza agli impatti e capacità di autorigenerazione superficiale sui segni leggeri. Questo significa che il film deve essere abbastanza morbido da assorbire energia, ma anche sufficientemente stabile da non alterare l’estetica della carrozzeria.
Un buon PPF mantiene brillantezza, profondità e definizione del colore. Sulle superfici lucide ben preparate, l’effetto finale deve essere quasi invisibile. Il cliente più esigente non cerca una protezione che si noti. Cerca una protezione che lavori senza cambiare il carattere dell’auto.
Qui entra un aspetto spesso sottovalutato: non conta solo il materiale, conta il protocollo. Tagli, allineamenti, gestione dei bordi, smontaggi quando necessari, preparazione del supporto e controllo finale determinano il risultato tanto quanto la qualità del film.

PPF auto contro sassate o coating nanoceramico?
È una domanda frequente, e la risposta corretta è netta: se l’obiettivo principale è difendersi dalle sassate, il coating non sostituisce il PPF.
Un rivestimento nanoceramico aumenta la resistenza chimica, migliora la facilità di lavaggio, incrementa idrorepellenza e brillantezza, e aiuta a limitare i microsegni da manutenzione ordinaria. Ma non nasce per assorbire l’urto di un pietrisco. Il PPF sì.
Per questo, sulle auto che percorrono molta autostrada o vengono usate con regolarità fuori città, la soluzione più evoluta è spesso combinata: PPF sulle zone ad alto impatto e coating sulle superfici complementari o sopra il film stesso, quando il sistema scelto lo consente. In questo modo si ottiene protezione meccanica dove serve e facilità di mantenimento su tutto il veicolo.
Dove conviene applicarlo e dove no
Non tutti i clienti hanno bisogno della copertura integrale. Anzi, nella pratica, la scelta migliore dipende dall’uso dell’auto, dal colore, dal valore del veicolo e dal livello di aspettativa estetica.
Su una gran turismo che affronta spesso autostrada, tangenziali e trasferte rapide, il frontale esteso è la configurazione più sensata. Su una supercar con vernice delicata e bassa altezza da terra, ha senso ragionare su una copertura più ampia, perché l’esposizione al pietrisco è superiore e il costo del ripristino è molto più alto. Su un’auto usata soprattutto in città, invece, può bastare mettere in sicurezza le zone più vulnerabili, senza necessariamente trattare l’intera carrozzeria.
La copertura totale diventa interessante quando il proprietario vuole preservare l’auto a standard molto elevato nel medio-lungo periodo, oppure su esemplari particolarmente esclusivi dove ogni pannello originale ha un valore percepito e commerciale rilevante.
In ogni caso, è consigliabile integrare una applicazione PPF parziale con un coating nanoceramico nelle parti non protette con la pellicola, per evitare, al momento della disinstallazione del PPF, di trovarsi con evidenti differenze di tono e stato della superficie.

I limiti reali del PPF contro il pietrisco
Chi propone il PPF come scudo invincibile crea aspettative sbagliate. Un film di qualità offre una protezione concreta, ma non annulla le leggi della fisica. Se l’impatto è molto forte, se il sasso è appuntito, se colpisce un bordo vivo o una zona ad alta tensione del supporto, il danno può comunque verificarsi.
C’è poi il tema dell’usura del film nel tempo. Chi usa l’auto intensamente, soprattutto su strade veloci, può arrivare dopo anni a vedere segni accumulati sul film stesso. In quel caso il vantaggio è evidente: si sostituisce la pellicola, non si rivernicia il pannello. È un approccio da protezione patrimoniale, oltre che estetica.
Anche l’applicazione su vernici già compromesse va valutata con attenzione. Se ci sono scheggiature, ritocchi grossolani o trasparente segnato, il PPF non cancella i difetti. Li protegge, ma può anche renderli più leggibili. Per questo la fase di correzione e preparazione è decisiva.
Cosa cambia tra un lavoro standard e un lavoro premium
Su un’auto di valore, il PPF non può essere trattato come un semplice accessorio. Un lavoro standard tende a concentrarsi sul materiale e sul prezzo. Un lavoro premium ragiona invece su finitura finale, smontaggi selettivi, precisione dei bordi, simmetria visiva, compatibilità con la vernice e durata reale del risultato.
La differenza si vede soprattutto da vicino. Bordi troppo visibili, tensioni irregolari, impurità intrappolate o tagli poco precisi compromettono il risultato proprio dove il cliente più attento guarda per primo. Su colori scuri e superfici molto riflettenti, ogni dettaglio di posa emerge.
Per questo il processo corretto parte sempre da una valutazione della carrozzeria. Se necessario, si esegue decontaminazione, correzione dei difetti e preparazione accurata del supporto. Solo dopo si applica il film. In un contesto specialistico come quello di Ceramic Pro Milano, il valore non è solo nel prodotto scelto, ma nel metodo con cui viene integrato nel progetto di protezione dell’auto.

Quando il PPF ha più senso economico
Molti proprietari vedono il PPF come una spesa importante, ed è vero. Ma il confronto corretto non è con un lavaggio o con una lucidatura. È con il costo cumulato di scheggiature, ritocchi, riverniciature parziali e perdita di qualità estetica nel tempo.
Se l’auto è nuova o appena ripristinata, l’applicazione del PPF ha un’efficienza molto alta perché preserva subito una base perfetta. Se invece il frontale è già pieno di segni, il ragionamento cambia: può essere comunque utile, ma va preceduto da un intervento di ripristino o accettando che la protezione lavori su una superficie non più impeccabile.
In generale, più alto è il valore dell’auto e più severo è l’utilizzo stradale, più il PPF diventa una scelta razionale. Su vetture con vernici speciali, colori su campione, componenti in carbonio verniciato o pannelli dal costo elevato, la convenienza cresce in modo evidente.
Come capire se è la soluzione giusta per la tua auto
La domanda utile non è se il PPF funzioni. Funziona, se il materiale è di livello e l’applicazione è eseguita con criterio. La domanda giusta è quanto conta per te mantenere il frontale dell’auto vicino allo stato originale.
Se percorri molti chilometri, frequenti autostrade e tangenziali, pretendi una finitura pulita nel tempo e non vuoi entrare nel ciclo continuo di ritocchi e riverniciature, il PPF è una delle poche protezioni che agiscono davvero contro il pietrisco. Se invece usi poco l’auto, la tieni quasi sempre in contesti controllati e tolleri qualche segno d’uso, può bastare un approccio diverso.
La scelta migliore nasce sempre da un’analisi onesta del veicolo, del suo utilizzo e del risultato che vuoi ottenere. Perché la protezione efficace non è quella più estesa sulla carta, ma quella progettata sul tuo livello di esigenza. E quando una superficie resta integra dopo migliaia di chilometri, la differenza non si misura nel film applicato, ma nella qualità che l’auto continua a mostrare ogni volta che la guardi.
Una sassata in tangenziale non lascia il tempo di reagire. Si sente il colpo, poi arriva il dubbio: avrà segnato il cofano, il paraurti, il bordo del passaruota? Quando si parla di ppf auto contro sassate, il punto non è soltanto evitare un difetto estetico. Il punto è proteggere una vernice sempre più sofisticata, costosa da ripristinare e difficile da riportare al livello originale.
Per chi guida un’auto premium, sportiva o semplicemente tenuta con attenzione, il danno da pietrisco non è un dettaglio. Ogni micro scheggiatura rompe la continuità della finitura, espone il trasparente, e nel tempo può alterare l’aspetto generale del frontale. È qui che il PPF entra in gioco con una funzione precisa: assorbire l’impatto superficiale e sacrificarsi al posto della vernice.
PPF auto contro sassate: cosa protegge davvero
Il Paint Protection Film non è una pellicola decorativa come il wrapping in vinile. È un film poliuretanico ad alte prestazioni progettato per creare una barriera fisica tra la carrozzeria e le aggressioni meccaniche leggere e medie. In pratica, sulle zone più esposte intercetta il colpo del pietrisco e riduce drasticamente il rischio che la vernice venga scheggiata.
La parola chiave, però, è riduce. Non esiste una protezione assoluta contro qualsiasi impatto. Una sassata violenta ad alta velocità, con angolo sfavorevole o su uno spigolo particolarmente teso del pannello, può comunque lasciare un segno. Ma tra colpire direttamente il trasparente e colpire un film tecnico pensato per assorbire energia, la differenza è sostanziale.
Le aree dove il PPF lavora meglio contro il pietrisco sono quelle frontalmente investite dal flusso della strada: paraurti anteriore, cofano, parafanghi, calotte specchi, montanti anteriori, bordo tetto sopra il parabrezza e, su alcune vetture, minigonne e porzioni posteriori davanti alle ruote. Sono anche le zone che, senza protezione, mostrano più rapidamente il classico effetto puntinato da uso autostradale.

Perché le sassate possono essere un problema più serio di quanto sembri
Su molte auto moderne, soprattutto di fascia alta, la vernice ha cicli applicativi complessi e finiture molto sensibili alla continuità ottica. Un piccolo chip sul frontale si vede più di quanto ci si aspetti, specialmente su colori scuri, metallizzati o pastello pieni molto tesi. Il danno non è solo il puntino. È l’insieme di decine di micro urti che, dopo mesi o anni, tolgono compattezza visiva alla parte più esposta della vettura.
Ripristinare queste zone non è sempre banale. Una riverniciatura locale può risolvere il difetto, ma introduce altre variabili: differenza di tono, spessore del trasparente, sfumature, perdita dell’originalità del pannello. Per chi guarda anche al mantenimento del valore, soprattutto su auto recenti, sportive o da collezione, prevenire è spesso una scelta più intelligente che correggere dopo.
Come funziona il film protettivo ad alte prestazioni
Il PPF di livello premium non si limita a fare da scudo passivo. La struttura multistrato è studiata per combinare trasparenza ottica, elasticità, resistenza agli impatti e capacità di autorigenerazione superficiale sui segni leggeri. Questo significa che il film deve essere abbastanza morbido da assorbire energia, ma anche sufficientemente stabile da non alterare l’estetica della carrozzeria.
Un buon PPF mantiene brillantezza, profondità e definizione del colore. Sulle superfici lucide ben preparate, l’effetto finale deve essere quasi invisibile. Il cliente più esigente non cerca una protezione che si noti. Cerca una protezione che lavori senza cambiare il carattere dell’auto.
Qui entra un aspetto spesso sottovalutato: non conta solo il materiale, conta il protocollo. Tagli, allineamenti, gestione dei bordi, smontaggi quando necessari, preparazione del supporto e controllo finale determinano il risultato tanto quanto la qualità del film.

PPF auto contro sassate o coating nanoceramico?
È una domanda frequente, e la risposta corretta è netta: se l’obiettivo principale è difendersi dalle sassate, il coating non sostituisce il PPF.
Un rivestimento nanoceramico aumenta la resistenza chimica, migliora la facilità di lavaggio, incrementa idrorepellenza e brillantezza, e aiuta a limitare i microsegni da manutenzione ordinaria. Ma non nasce per assorbire l’urto di un pietrisco. Il PPF sì.
Per questo, sulle auto che percorrono molta autostrada o vengono usate con regolarità fuori città, la soluzione più evoluta è spesso combinata: PPF sulle zone ad alto impatto e coating sulle superfici complementari o sopra il film stesso, quando il sistema scelto lo consente. In questo modo si ottiene protezione meccanica dove serve e facilità di mantenimento su tutto il veicolo.
Dove conviene applicarlo e dove no
Non tutti i clienti hanno bisogno della copertura integrale. Anzi, nella pratica, la scelta migliore dipende dall’uso dell’auto, dal colore, dal valore del veicolo e dal livello di aspettativa estetica.
Su una gran turismo che affronta spesso autostrada, tangenziali e trasferte rapide, il frontale esteso è la configurazione più sensata. Su una supercar con vernice delicata e bassa altezza da terra, ha senso ragionare su una copertura più ampia, perché l’esposizione al pietrisco è superiore e il costo del ripristino è molto più alto. Su un’auto usata soprattutto in città, invece, può bastare mettere in sicurezza le zone più vulnerabili, senza necessariamente trattare l’intera carrozzeria.
La copertura totale diventa interessante quando il proprietario vuole preservare l’auto a standard molto elevato nel medio-lungo periodo, oppure su esemplari particolarmente esclusivi dove ogni pannello originale ha un valore percepito e commerciale rilevante.
In ogni caso, è consigliabile integrare una applicazione PPF parziale con un coating nanoceramico nelle parti non protette con la pellicola, per evitare, al momento della disinstallazione del PPF, di trovarsi con evidenti differenze di tono e stato della superficie.

I limiti reali del PPF contro il pietrisco
Chi propone il PPF come scudo invincibile crea aspettative sbagliate. Un film di qualità offre una protezione concreta, ma non annulla le leggi della fisica. Se l’impatto è molto forte, se il sasso è appuntito, se colpisce un bordo vivo o una zona ad alta tensione del supporto, il danno può comunque verificarsi.
C’è poi il tema dell’usura del film nel tempo. Chi usa l’auto intensamente, soprattutto su strade veloci, può arrivare dopo anni a vedere segni accumulati sul film stesso. In quel caso il vantaggio è evidente: si sostituisce la pellicola, non si rivernicia il pannello. È un approccio da protezione patrimoniale, oltre che estetica.
Anche l’applicazione su vernici già compromesse va valutata con attenzione. Se ci sono scheggiature, ritocchi grossolani o trasparente segnato, il PPF non cancella i difetti. Li protegge, ma può anche renderli più leggibili. Per questo la fase di correzione e preparazione è decisiva.
Cosa cambia tra un lavoro standard e un lavoro premium
Su un’auto di valore, il PPF non può essere trattato come un semplice accessorio. Un lavoro standard tende a concentrarsi sul materiale e sul prezzo. Un lavoro premium ragiona invece su finitura finale, smontaggi selettivi, precisione dei bordi, simmetria visiva, compatibilità con la vernice e durata reale del risultato.
La differenza si vede soprattutto da vicino. Bordi troppo visibili, tensioni irregolari, impurità intrappolate o tagli poco precisi compromettono il risultato proprio dove il cliente più attento guarda per primo. Su colori scuri e superfici molto riflettenti, ogni dettaglio di posa emerge.
Per questo il processo corretto parte sempre da una valutazione della carrozzeria. Se necessario, si esegue decontaminazione, correzione dei difetti e preparazione accurata del supporto. Solo dopo si applica il film. In un contesto specialistico come quello di Ceramic Pro Milano, il valore non è solo nel prodotto scelto, ma nel metodo con cui viene integrato nel progetto di protezione dell’auto.

Quando il PPF ha più senso economico
Molti proprietari vedono il PPF come una spesa importante, ed è vero. Ma il confronto corretto non è con un lavaggio o con una lucidatura. È con il costo cumulato di scheggiature, ritocchi, riverniciature parziali e perdita di qualità estetica nel tempo.
Se l’auto è nuova o appena ripristinata, l’applicazione del PPF ha un’efficienza molto alta perché preserva subito una base perfetta. Se invece il frontale è già pieno di segni, il ragionamento cambia: può essere comunque utile, ma va preceduto da un intervento di ripristino o accettando che la protezione lavori su una superficie non più impeccabile.
In generale, più alto è il valore dell’auto e più severo è l’utilizzo stradale, più il PPF diventa una scelta razionale. Su vetture con vernici speciali, colori su campione, componenti in carbonio verniciato o pannelli dal costo elevato, la convenienza cresce in modo evidente.
Come capire se è la soluzione giusta per la tua auto
La domanda utile non è se il PPF funzioni. Funziona, se il materiale è di livello e l’applicazione è eseguita con criterio. La domanda giusta è quanto conta per te mantenere il frontale dell’auto vicino allo stato originale.
Se percorri molti chilometri, frequenti autostrade e tangenziali, pretendi una finitura pulita nel tempo e non vuoi entrare nel ciclo continuo di ritocchi e riverniciature, il PPF è una delle poche protezioni che agiscono davvero contro il pietrisco. Se invece usi poco l’auto, la tieni quasi sempre in contesti controllati e tolleri qualche segno d’uso, può bastare un approccio diverso.
La scelta migliore nasce sempre da un’analisi onesta del veicolo, del suo utilizzo e del risultato che vuoi ottenere. Perché la protezione efficace non è quella più estesa sulla carta, ma quella progettata sul tuo livello di esigenza. E quando una superficie resta integra dopo migliaia di chilometri, la differenza non si misura nel film applicato, ma nella qualità che l’auto continua a mostrare ogni volta che la guardi.
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FAQ
LEGGI QUI LE RISPOSTE AD ALCUNE TRA LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI:
Cos’è la nanotecnologia?
E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”, i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.
Cos’è Ceramic Pro?
E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno.
Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?
No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.
Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?
No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.
Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?
Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.
Posso acquistare e applicare da solo Ceramic Pro?
No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.
È applicabile anche su veicoli opachi?
Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.
La protezione contro i graffi è assoluta?
La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.
Che tipo di manutenzione è necessaria?
Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.
In cosa consiste l’attività di mantenimento?
Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.
Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?
Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.
Quanto costa Ceramic Pro?
Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.
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FAQ
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Cos’è la nanotecnologia?
E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”, i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.
Cos’è Ceramic Pro?
E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno.
Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?
No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.
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No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.
Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?
Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.
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No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.
È applicabile anche su veicoli opachi?
Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.
La protezione contro i graffi è assoluta?
La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.
Che tipo di manutenzione è necessaria?
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In cosa consiste l’attività di mantenimento?
Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.
Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?
Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.
Quanto costa Ceramic Pro?
Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.
