La differenza tra una protezione che dura e una che delude non si vede nel flacone del coating. Si vede prima, sulla superficie. Una guida decontaminazione carrozzeria prima della protezione ha senso proprio per questo: se la vernice non viene liberata da residui ferrosi, catrame, calcare, film stradale e contaminazioni ancorate, anche il miglior trattamento lavora su una base imperfetta.
Quando si parla di protezione nanoceramica o applicazione PPF, la preparazione non è un passaggio accessorio. È il punto in cui si decide adesione, uniformità estetica e durata reale. Su un’auto premium, o semplicemente su un’auto che si vuole mantenere impeccabile nel tempo, saltare o semplificare questa fase significa accettare un risultato inferiore fin dall’inizio.
Questa pagina fa parte di come si mantiene un’auto con coating, PPF o wrapping, e si occupa di ciò che il lavaggio non porta via su una vernice non protetta.
Perché la decontaminazione viene prima di tutto
Molti proprietari associano la pulizia a un buon lavaggio. È comprensibile, ma tecnicamente non basta. Il lavaggio rimuove lo sporco visibile e parte del traffico film. La decontaminazione interviene invece su ciò che resta legato alla superficie anche dopo shampoo, prelavaggio e risciacquo.
Sulla carrozzeria si accumulano particelle metalliche da freni e rotaie, residui di asfalto, resine, depositi minerali e inquinanti ambientali. In un contesto urbano come Milano questo fenomeno è ancora più marcato: smog, piogge contaminate e sosta all’aperto creano una pellicola invisibile che altera la finitura e compromette l’ancoraggio della protezione.
Il punto chiave è semplice. Un coating non corregge una superficie contaminata. La sigilla. E se sotto ci sono impurità, difetti mascherati o residui chimici, il livello finale sarà meno brillante, meno uniforme e più vulnerabile nel tempo.

Guida decontaminazione carrozzeria prima della protezione: cosa comprende davvero
La decontaminazione professionale non è un gesto unico. È un protocollo. Cambia in funzione dello stato del veicolo, del colore, della durezza del trasparente e del tipo di protezione previsto, ma segue una logica precisa.
Prelavaggio e lavaggio tecnico
Il primo obiettivo è abbattere lo sporco grossolano senza creare ulteriori segni. Un prelavaggio corretto “touch-less”, cioè senza contatto manuale, effettuato con apposito materiale detergente schiumoso, ammorbidisce il film stradale e riduce il rischio di trascinare particelle abrasive sul trasparente.
Dopo questa fase si passa al lavaggio manuale controllato, con attenzione ai punti critici come battute, griglie, stemmi e zona bassa delle portiere.
Sembra una base scontata, ma non lo è. Una decontaminazione chimica fatta su una superficie lavata male riduce la sua efficacia e rende più difficile leggere le contaminazioni reali.
Decontaminazione chimica ferrosa
Le particelle ferrose sono tra i contaminanti più insidiosi. Si depositano sulla vernice, sui cerchi e spesso anche sulle superfici verniciate posteriori, soprattutto su vetture utilizzate regolarmente in città o in autostrada. Queste particelle, con il tempo, possono ossidarsi e generare ruvidità, puntinature e alterazioni della finitura.
Il trattamento specifico reagisce con i residui metallici e li scioglie in sicurezza, se usato con metodo e tempi corretti. Qui conta l’esperienza: non si tratta solo di spruzzare un prodotto, ma di valutare temperatura pannello, concentrazione, tempo di azione e successivo risciacquo.
Decontaminazione di catrame, colle e residui organici
Asfalto, bitume, adesivi, resine e tracce stradali richiedono prodotti dedicati. Usare un detergente generico su questi residui spesso non risolve il problema, o peggio induce sfregamenti aggressivi. Un protocollo premium lavora per selettività: ogni contaminante va rimosso con il prodotto adatto, limitando al massimo il contatto meccanico non necessario.
Decontaminazione chimica di calcare
La decontaminazione chimica da calcare (o water spots, depositi minerali da acqua dura) rimuove incrostazioni di calcio e magnesio sulla vernice, vetri o cerchi, usando prodotti acidi blandi in grado di dissolvere i minerali senza danneggiare o stressare eccessivamente la superficie.
È qui che si vede la differenza tra pulizia e preparazione specialistica. L’obiettivo non è solo togliere il residuo visibile, ma preservare l’integrità del trasparente in vista della fase successiva.
Decontaminazione meccanica
Dopo la chimica, se necessario e lo è quasi sempre, si procede con la decontaminazione meccanica. È la fase in cui viene utilizzata tradizionalmente la famosa clay bar (barra di argilla sintetica o naturale), passata delicatamente sulla vernice con movimenti lineari non prima di avere adeguatamente lubrificato la superficie. Oggi molti professionisti l’hanno sostituita con dischi o pad in gomma polimerica da attaccare a una lucidatrice, per questioni di tempi ed efficacia.
Questo passaggio elimina ciò che resta ancora ancorato alla superficie dopo l’utilizzo dei prodotti chimici e restituisce al tatto una vernice realmente liscia. Non sempre ha la stessa intensità: su auto nuove ben tenute può essere molto leggera, su vetture esposte a contaminazione pesante richiede un lavoro più accurato.
Qui il margine di errore è concreto. Una lavorazione frettolosa può introdurre marring, opacità o microsegni che poi andranno corretti. Per questo la decontaminazione non va mai letta come un trattamento isolato, ma come parte di un processo completo di finitura.

Dopo la decontaminazione arriva la verità della vernice
Una volta rimossi i contaminanti, la superficie mostra il suo stato reale. Ed è spesso diverso da quello percepito prima. Difetti ottici, swirls, micrograffi da lavaggio, ologrammi, segni da asciugatura e opacità diventano più evidenti. Non perché la decontaminazione peggiori la vernice, ma perché elimina ciò che li nascondeva.
Questo passaggio è decisivo per un motivo semplice: prima di proteggere bisogna stabilire se serve, ossia quasi sempre, anche una correzione. Applicare un coating su una vernice piena di difetti significa bloccare sotto protezione un livello estetico non all’altezza dell’auto. Su una vettura di pregio, o su un colore scuro, il compromesso si vede subito.
Per questo i protocolli più seri prevedono sempre un controllo visivo tecnico ed una lucidatura di finitura o una correzione più strutturata. La protezione dà il meglio solo quando la base è stata preparata con precisione.
Coating o PPF: la preparazione cambia?
Sì, ma non nel principio. Cambia nell’obiettivo finale. Per un coating nanoceramico la superficie deve essere perfettamente pulita, sgrassata, corretta dove necessario e pronta a garantire adesione chimica uniforme. Per un film PPF la richiesta è ancora più rigorosa in termini di assenza di contaminanti, perché qualsiasi residuo può restare intrappolato sotto il film e compromettere il risultato estetico.
Il PPF, però, in compenso, copre meglio eventuali micrograffi superficiali e, per questa ragione, molti installatori, omettono la fase di lucidatura in assenza di difetti gravi. Ma la domanda è: ha senso? Quei difetti torneranno visibili una volta rimossa la pellicola.
Nel caso di una protezione avanzata, la preparazione non si valuta in minuti ma in standard. Un’auto nuova non è automaticamente pronta. Molte vetture arrivano con contaminazioni da trasporto, residui industriali, segni da consegna o imperfezioni da lavaggi iniziali. Anche un esemplare appena immatricolato può richiedere una decontaminazione completa e una rifinitura mirata.
Gli errori più comuni prima della protezione
L’errore più diffuso è pensare che una carrozzeria lucida sia anche pulita in profondità. Non è così. La brillantezza può ingannare, soprattutto sotto luce diffusa. Un altro errore frequente è affidarsi a prodotti aggressivi senza una diagnosi iniziale della superficie. Ogni vernice reagisce in modo diverso, e il rischio è creare difetti che prima non c’erano.
C’è poi il tema del tempo. Fare tutto troppo in fretta porta quasi sempre a due conseguenze: contaminanti residui e segni introdotti durante il processo. La preparazione di un’auto destinata a un coating di fascia alta o a una protezione PPF non può essere compressa in una logica da lavaggio veloce. Richiede metodo, controllo e lettura tecnica del supporto.

Come capire se la tua auto ha bisogno di una decontaminazione completa
A volte ci sono segnali molto chiari. La superficie appare immediatamente ruvida al tatto anche dopo il lavaggio. I cerchi accumulano residui ferrosi ostinati. Sulla carrozzeria compaiono puntini, aloni, gocce mineralizzate o piccoli depositi che non se ne vanno con shampoo e asciugatura. Oppure la vernice sembra brillante ma non realmente profonda, soprattutto sotto luce diretta.
Ma la mancata evidenza di tali segnali non è mai una prova sufficiente, perché non tutte le contaminazioni si vedono e si sentono a mano nuda. Per questo esiste il “plastic bag test”, un test semplice e rapido per rilevare contaminanti incorporati nella vernice dell’auto. Prendi un guanto di plastica sottile, tipo quelli monouso per alimenti, indossalo e passa delicatamente la mano sulla vernice: se è liscia come vetro, la vernice è probabilmente decontaminata; se avverti granuli, asperità o un “rumore” simile a carta vetrata, ci sono contaminanti incorporati.
Su auto che vivono molto la città, sostano all’esterno o percorrono spesso tangenziali e autostrade, la decontaminazione periodica è una scelta di preservazione, non un eccesso di zelo. E prima di una protezione professionale diventa un prerequisito, non un optional.
Il valore reale di una preparazione professionale
La protezione premium non si compra solo nel prodotto applicato. Si costruisce nel protocollo. Quando la carrozzeria viene decontaminata correttamente, corretta dove necessario e preparata con standard elevati, il coating esprime meglio gloss, scorrevolezza, idrofobicità e resistenza chimica. Lo stesso vale per il PPF, che richiede una base visivamente impeccabile per offrire un risultato all’altezza di un’auto importante.
Per questo un centro specializzato non ragiona per passaggi standardizzati uguali per tutti. Ragiona per condizioni iniziali, aspettative del cliente e livello di protezione richiesto. È un approccio che tutela il risultato e, nel tempo, anche il valore del veicolo.
In Ceramic Pro Milano questo principio è centrale: la prestazione finale non nasce da una promessa commerciale, ma da una preparazione della superficie eseguita con criteri tecnici, controllo dei difetti e scelta del protocollo più adatto al singolo veicolo.
Se stai valutando una protezione per la tua auto, la domanda giusta non è solo quale coating scegliere. È se la superficie è davvero pronta a riceverlo. Da lì passa la differenza tra un trattamento corretto e un risultato senza compromessi.
La differenza tra una protezione che dura e una che delude non si vede nel flacone del coating. Si vede prima, sulla superficie. Una guida decontaminazione carrozzeria prima della protezione ha senso proprio per questo: se la vernice non viene liberata da residui ferrosi, catrame, calcare, film stradale e contaminazioni ancorate, anche il miglior trattamento lavora su una base imperfetta.
Quando si parla di protezione nanoceramica o applicazione PPF, la preparazione non è un passaggio accessorio. È il punto in cui si decide adesione, uniformità estetica e durata reale. Su un’auto premium, o semplicemente su un’auto che si vuole mantenere impeccabile nel tempo, saltare o semplificare questa fase significa accettare un risultato inferiore fin dall’inizio.
Questa pagina fa parte di come si mantiene un’auto con coating, PPF o wrapping, e si occupa di ciò che il lavaggio non porta via su una vernice non protetta.
Perché la decontaminazione viene prima di tutto
Molti proprietari associano la pulizia a un buon lavaggio. È comprensibile, ma tecnicamente non basta. Il lavaggio rimuove lo sporco visibile e parte del traffico film. La decontaminazione interviene invece su ciò che resta legato alla superficie anche dopo shampoo, prelavaggio e risciacquo.
Sulla carrozzeria si accumulano particelle metalliche da freni e rotaie, residui di asfalto, resine, depositi minerali e inquinanti ambientali. In un contesto urbano come Milano questo fenomeno è ancora più marcato: smog, piogge contaminate e sosta all’aperto creano una pellicola invisibile che altera la finitura e compromette l’ancoraggio della protezione.
Il punto chiave è semplice. Un coating non corregge una superficie contaminata. La sigilla. E se sotto ci sono impurità, difetti mascherati o residui chimici, il livello finale sarà meno brillante, meno uniforme e più vulnerabile nel tempo.

Guida decontaminazione carrozzeria prima della protezione: cosa comprende davvero
La decontaminazione professionale non è un gesto unico. È un protocollo. Cambia in funzione dello stato del veicolo, del colore, della durezza del trasparente e del tipo di protezione previsto, ma segue una logica precisa.
Prelavaggio e lavaggio tecnico
Il primo obiettivo è abbattere lo sporco grossolano senza creare ulteriori segni. Un prelavaggio corretto “touch-less”, cioè senza contatto manuale, effettuato con apposito materiale detergente schiumoso, ammorbidisce il film stradale e riduce il rischio di trascinare particelle abrasive sul trasparente.
Dopo questa fase si passa al lavaggio manuale controllato, con attenzione ai punti critici come battute, griglie, stemmi e zona bassa delle portiere.
Sembra una base scontata, ma non lo è. Una decontaminazione chimica fatta su una superficie lavata male riduce la sua efficacia e rende più difficile leggere le contaminazioni reali.
Decontaminazione chimica ferrosa
Le particelle ferrose sono tra i contaminanti più insidiosi. Si depositano sulla vernice, sui cerchi e spesso anche sulle superfici verniciate posteriori, soprattutto su vetture utilizzate regolarmente in città o in autostrada. Queste particelle, con il tempo, possono ossidarsi e generare ruvidità, puntinature e alterazioni della finitura.
Il trattamento specifico reagisce con i residui metallici e li scioglie in sicurezza, se usato con metodo e tempi corretti. Qui conta l’esperienza: non si tratta solo di spruzzare un prodotto, ma di valutare temperatura pannello, concentrazione, tempo di azione e successivo risciacquo.
Decontaminazione di catrame, colle e residui organici
Asfalto, bitume, adesivi, resine e tracce stradali richiedono prodotti dedicati. Usare un detergente generico su questi residui spesso non risolve il problema, o peggio induce sfregamenti aggressivi. Un protocollo premium lavora per selettività: ogni contaminante va rimosso con il prodotto adatto, limitando al massimo il contatto meccanico non necessario.
Decontaminazione chimica di calcare
La decontaminazione chimica da calcare (o water spots, depositi minerali da acqua dura) rimuove incrostazioni di calcio e magnesio sulla vernice, vetri o cerchi, usando prodotti acidi blandi in grado di dissolvere i minerali senza danneggiare o stressare eccessivamente la superficie.
È qui che si vede la differenza tra pulizia e preparazione specialistica. L’obiettivo non è solo togliere il residuo visibile, ma preservare l’integrità del trasparente in vista della fase successiva.
Decontaminazione meccanica
Dopo la chimica, se necessario e lo è quasi sempre, si procede con la decontaminazione meccanica. È la fase in cui viene utilizzata tradizionalmente la famosa clay bar (barra di argilla sintetica o naturale), passata delicatamente sulla vernice con movimenti lineari non prima di avere adeguatamente lubrificato la superficie. Oggi molti professionisti l’hanno sostituita con dischi o pad in gomma polimerica da attaccare a una lucidatrice, per questioni di tempi ed efficacia.
Questo passaggio elimina ciò che resta ancora ancorato alla superficie dopo l’utilizzo dei prodotti chimici e restituisce al tatto una vernice realmente liscia. Non sempre ha la stessa intensità: su auto nuove ben tenute può essere molto leggera, su vetture esposte a contaminazione pesante richiede un lavoro più accurato.
Qui il margine di errore è concreto. Una lavorazione frettolosa può introdurre marring, opacità o microsegni che poi andranno corretti. Per questo la decontaminazione non va mai letta come un trattamento isolato, ma come parte di un processo completo di finitura.

Dopo la decontaminazione arriva la verità della vernice
Una volta rimossi i contaminanti, la superficie mostra il suo stato reale. Ed è spesso diverso da quello percepito prima. Difetti ottici, swirls, micrograffi da lavaggio, ologrammi, segni da asciugatura e opacità diventano più evidenti. Non perché la decontaminazione peggiori la vernice, ma perché elimina ciò che li nascondeva.
Questo passaggio è decisivo per un motivo semplice: prima di proteggere bisogna stabilire se serve, ossia quasi sempre, anche una correzione. Applicare un coating su una vernice piena di difetti significa bloccare sotto protezione un livello estetico non all’altezza dell’auto. Su una vettura di pregio, o su un colore scuro, il compromesso si vede subito.
Per questo i protocolli più seri prevedono sempre un controllo visivo tecnico ed una lucidatura di finitura o una correzione più strutturata. La protezione dà il meglio solo quando la base è stata preparata con precisione.
Coating o PPF: la preparazione cambia?
Sì, ma non nel principio. Cambia nell’obiettivo finale. Per un coating nanoceramico la superficie deve essere perfettamente pulita, sgrassata, corretta dove necessario e pronta a garantire adesione chimica uniforme. Per un film PPF la richiesta è ancora più rigorosa in termini di assenza di contaminanti, perché qualsiasi residuo può restare intrappolato sotto il film e compromettere il risultato estetico.
Il PPF, però, in compenso, copre meglio eventuali micrograffi superficiali e, per questa ragione, molti installatori, omettono la fase di lucidatura in assenza di difetti gravi. Ma la domanda è: ha senso? Quei difetti torneranno visibili una volta rimossa la pellicola.
Nel caso di una protezione avanzata, la preparazione non si valuta in minuti ma in standard. Un’auto nuova non è automaticamente pronta. Molte vetture arrivano con contaminazioni da trasporto, residui industriali, segni da consegna o imperfezioni da lavaggi iniziali. Anche un esemplare appena immatricolato può richiedere una decontaminazione completa e una rifinitura mirata.
Gli errori più comuni prima della protezione
L’errore più diffuso è pensare che una carrozzeria lucida sia anche pulita in profondità. Non è così. La brillantezza può ingannare, soprattutto sotto luce diffusa. Un altro errore frequente è affidarsi a prodotti aggressivi senza una diagnosi iniziale della superficie. Ogni vernice reagisce in modo diverso, e il rischio è creare difetti che prima non c’erano.
C’è poi il tema del tempo. Fare tutto troppo in fretta porta quasi sempre a due conseguenze: contaminanti residui e segni introdotti durante il processo. La preparazione di un’auto destinata a un coating di fascia alta o a una protezione PPF non può essere compressa in una logica da lavaggio veloce. Richiede metodo, controllo e lettura tecnica del supporto.

Come capire se la tua auto ha bisogno di una decontaminazione completa
A volte ci sono segnali molto chiari. La superficie appare immediatamente ruvida al tatto anche dopo il lavaggio. I cerchi accumulano residui ferrosi ostinati. Sulla carrozzeria compaiono puntini, aloni, gocce mineralizzate o piccoli depositi che non se ne vanno con shampoo e asciugatura. Oppure la vernice sembra brillante ma non realmente profonda, soprattutto sotto luce diretta.
Ma la mancata evidenza di tali segnali non è mai una prova sufficiente, perché non tutte le contaminazioni si vedono e si sentono a mano nuda. Per questo esiste il “plastic bag test”, un test semplice e rapido per rilevare contaminanti incorporati nella vernice dell’auto. Prendi un guanto di plastica sottile, tipo quelli monouso per alimenti, indossalo e passa delicatamente la mano sulla vernice: se è liscia come vetro, la vernice è probabilmente decontaminata; se avverti granuli, asperità o un “rumore” simile a carta vetrata, ci sono contaminanti incorporati.
Su auto che vivono molto la città, sostano all’esterno o percorrono spesso tangenziali e autostrade, la decontaminazione periodica è una scelta di preservazione, non un eccesso di zelo. E prima di una protezione professionale diventa un prerequisito, non un optional.
Il valore reale di una preparazione professionale
La protezione premium non si compra solo nel prodotto applicato. Si costruisce nel protocollo. Quando la carrozzeria viene decontaminata correttamente, corretta dove necessario e preparata con standard elevati, il coating esprime meglio gloss, scorrevolezza, idrofobicità e resistenza chimica. Lo stesso vale per il PPF, che richiede una base visivamente impeccabile per offrire un risultato all’altezza di un’auto importante.
Per questo un centro specializzato non ragiona per passaggi standardizzati uguali per tutti. Ragiona per condizioni iniziali, aspettative del cliente e livello di protezione richiesto. È un approccio che tutela il risultato e, nel tempo, anche il valore del veicolo.
In Ceramic Pro Milano questo principio è centrale: la prestazione finale non nasce da una promessa commerciale, ma da una preparazione della superficie eseguita con criteri tecnici, controllo dei difetti e scelta del protocollo più adatto al singolo veicolo.
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FAQ
LEGGI QUI LE RISPOSTE AD ALCUNE TRA LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI:
Cos’è la nanotecnologia?
E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”, i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.
Cos’è Ceramic Pro?
E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno.
Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?
No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.
Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?
No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.
Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?
Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.
Posso acquistare e applicare da solo Ceramic Pro?
No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.
È applicabile anche su veicoli opachi?
Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.
La protezione contro i graffi è assoluta?
La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.
Che tipo di manutenzione è necessaria?
Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.
In cosa consiste l’attività di mantenimento?
Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.
Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?
Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.
Quanto costa Ceramic Pro?
Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.
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FAQ
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Cos’è la nanotecnologia?
E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”, i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.
Cos’è Ceramic Pro?
E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno.
Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?
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No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.
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È applicabile anche su veicoli opachi?
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La protezione contro i graffi è assoluta?
La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.
Che tipo di manutenzione è necessaria?
Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.
In cosa consiste l’attività di mantenimento?
Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.
Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?
Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.
Quanto costa Ceramic Pro?
Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.
