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L’Alcantara cambia subito la percezione dell’abitacolo. Basta una mano sul volante o sul sedile per capire se è stata mantenuta correttamente oppure no. Quando si parla di trattamento interni auto Alcantara, il punto non è solo togliere lo sporco visibile: il vero obiettivo è preservare mano, uniformità cromatica e struttura della fibra, evitando quell’effetto lucido e schiacciato che fa perdere valore anche a un’auto di livello alto.

Chi possiede una sportiva, una premium o una vettura configurata con finiture raffinate conosce bene il problema. L’Alcantara è elegante, tecnica, piacevole al tatto, ma chiede metodo. Pulirla come un tessuto generico o trattarla come una pelle è l’errore più comune. E spesso il danno non arriva in un giorno solo, ma dopo mesi di manutenzione sbagliata.

Cos’è davvero l’Alcantara: composizione e comportamento

Prima di capire come trattarla, è utile sapere cosa si ha tra le mani. L’Alcantara è un materiale composito a base di poliestere (68%) e poliuretano (32%), prodotto tramite un processo di microfibrillazione che genera filamenti con diametro inferiore a 0,1 dtex — circa cento volte più sottili di un capello umano. Questa struttura tridimensionale a pelo corto è ciò che conferisce al materiale le sue proprietà uniche: grip, morbidezza, leggerezza e traspirabilità.

Proprio per questa architettura fisica, l’Alcantara reagisce in modo molto diverso rispetto ai tessuti convenzionali o alla pelle. La microfibra tende ad assorbire e intrappolare contaminanti all’interno della struttura del pelo, anziché tenerli in superficie. Grasso cutaneo, particolato urbano, residui di creme e sudorazione non “galleggiano” sul materiale: vi penetrano, compattando progressivamente la fibra e alterandone la riflessione luminosa.

Sul volante, sul pomello, sui fianchetti dei sedili o sui pannelli porta, l’usura non è mai uniforme. Le zone di contatto frequente accumulano residui invisibili che nel tempo schiacciano e orientano il pelo in modo permanente. All’inizio si nota solo una lieve variazione di tono. Poi arrivano lucidità, perdita di morbidezza e un aspetto stanco che toglie pregio all’intero interno.

Volante auto alcantara protezione

Trattamento interni auto Alcantara: cosa comprende davvero

Un trattamento corretto lavora su tre fronti distinti:

  • rimozione dello sporco
  • ripristino dell’aspetto originario
  • protezione contro il riaccumulo.

Saltare anche uno solo di questi passaggi porta a un risultato parziale. Un interno può sembrare pulito appena terminato il lavoro, ma se la fibra resta satura o non viene stabilizzata, il degrado ricompare in poche settimane.

Quando il servizio è eseguito in modo professionale, non si limita a una passata veloce di detergente. Si parte sempre da un’analisi diagnostica dello stato del materiale. C’è differenza sostanziale tra un’Alcantara leggermente impolverata, una superficie unta da contatto continuo e un rivestimento già compromesso da prodotti aggressivi usati in precedenza.

La fase della pulizia tecnica

La pulizia efficace deve essere controllata chimicamente e meccanicamente. Sul fronte chimico, servono detergenti a pH neutro o leggermente alcalino (pH 7–8,5), formulati specificamente per microfibre delicate, capaci di sciogliere i contaminanti a base lipidica senza intaccare il legante poliuretanico che tiene unita la struttura del pelo. I prodotti con tensioattivi aggressivi o solventi clorurati rischiano di degradare proprio quel legante, causando sfibratura precoce e perdita di coesione del pelo.

Sul fronte meccanico, la scelta degli strumenti è altrettanto critica. Le spazzole con filamenti in nylon a durezza Shore 50–60 permettono di agitare il contaminante senza traumatizzare la fibra. Movimenti troppo energici o circolari su zone già schiacciate possono aprire la fibra in modo disomogeneo, creando zone con riflettanza diversa — un difetto visivo difficile da correggere.

Il punto chiave è l’equilibrio tra idratazione, agitazione e rimozione. Se si bagna troppo, si rischia di far penetrare l’umidità in profondità, allungare i tempi di asciugatura e favorire la proliferazione batterica nelle zone meno ventilate. Se si pulisce troppo poco, i grassi restano ancorati alla struttura. Per questo un trattamento serio dosa prodotto, agitazione e aspirazione in base all’area, al livello di contaminazione e al colore del materiale: le Alcantare chiare richiedono protocolli ancora più controllati per evitare aloni da asciugatura.

Il ripristino dell’aspetto

Dopo la pulizia, l’Alcantara va riportata a una condizione visiva e tattile coerente. Questa fase ha un nome preciso nella detailing professionale: riallineamento del pelo. Significa orientare la microfibra in modo uniforme, ridurre l’effetto compresso e recuperare quella finitura opaca e vellutata che distingue un abitacolo curato da uno semplicemente lavato.

Il riallineamento si ottiene con spazzole a filamento morbido lavorate in direzione del pelo — nella maggior parte dei casi in senso verticale dall’alto verso il basso sui pannelli, e in senso centrifugo sul volante — abbinate a una fase di asciugatura controllata preferibilmente con aria tiepida a bassa portata. Il calore eccessivo è controindicato: temperature superiori a 60°C possono deformare permanentemente la struttura poliuretanica della microfibra.

Qui entra in gioco l’esperienza. Non tutte le lucidità sono uguali e non tutte sono reversibili allo stesso modo. Se il materiale è solo appiattito dallo sporco, il miglioramento può essere netto e immediato. Se invece ci sono abrasioni, sfibrature o usura strutturale — particolarmente frequenti sul lato guida del volante e sul bordo anteriore del sedile — il trattamento migliora visibilmente, ma non ricostruisce ciò che è stato consumato nel tempo.

La protezione finale

L’ultima fase è la più discussa, perché non tutti i prodotti sul mercato sono compatibili con l’Alcantara. Una protezione adeguata deve rispettare due requisiti fondamentali: non alterare la traspirabilità della microfibra e non modificarne la mano al tatto.

I protettivi più indicati sono a base di fluoropolimeri a catena corta (C6), che formano uno strato idrorepellente e oleorepellente a livello molecolare senza ostruire fisicamente la struttura del pelo. A differenza dei vecchi C8, ora in fase di dismissione per ragioni ambientali, i C6 offrono un equilibrio accettabile tra efficacia protettiva e compatibilità con le microfibre delicate. Esistono anche formulazioni avanzate a base di nanotecnologia SiO₂ specifiche per textili tecnici, che legano alla superficie senza creare film visibili.

Una buona protezione aiuta a limitare l’assorbimento dello sporco, rende la manutenzione ordinaria più semplice e rallenta significativamente il ritorno di aloni e lucidità, soprattutto nelle aree ad alto contatto. Su un’auto utilizzata spesso in città, con frequenti sali e scendi, mani sul volante e abiti tecnici o denim sui sedili, questo passaggio fa una differenza concreta nel mantenimento nel tempo.

Gli errori più comuni da evitare

Il primo errore è usare prodotti universali per interni. Molti detergenti multiuso contengono tensioattivi anionici forti o alcol isopropilico in concentrazioni elevate che sgrassano troppo aggressivamente, lasciano residui cristallizzati o modificano la mano del materiale alterando il coefficiente di frizione — un parametro importante soprattutto su volanti sportivi.

Il secondo errore è l’uso improprio del vapore. Il vapore a temperatura controllata (90–100°C, bassa portata) può essere un valido alleato per sciogliere contaminanti ostinati, ma gestito male — pressione troppo alta, ugello troppo vicino alla superficie, tempo di esposizione eccessivo — provoca rigonfiamento delle fibre, deformazione e perdita permanente di coesione del pelo.

Il terzo è spazzolare con forza per “tirare su il pelo”: una pratica che spesso peggiora la situazione, soprattutto su materiali già stressati meccanicamente.

C’è poi un equivoco diffuso legato alla lucidità: se l’Alcantara appare lucida, non significa che debba essere nutrita come fosse pelle. L’aggiunta di sostanze grasse o siliconate aumenta la patina superficiale, riduce il grip e, nel caso del volante, può diventare un problema di sicurezza attiva.

Anche la frequenza conta. Intervenire raramente e in modo aggressivo è meno efficace di una manutenzione regolare e calibrata. Nelle vetture molto usate, aspettare che lo sporco sia evidente significa arrivare tardi, quando la fibra ha già perso parte della sua naturale apertura e il contaminante si è legato chimicamente al polimero.

Pulizia sedile alcantara

Quando serve un intervento professionale

Non tutte le auto hanno bisogno dello stesso livello di lavorazione. Su un abitacolo recente e mantenuto bene, può bastare una pulizia specialistica con protezione. Su una vettura con volante lucido, sedili segnati e pannelli disomogenei, il protocollo deve essere più approfondito e articolato.

Il professionista fa la differenza soprattutto in tre scenari: quando l’Alcantara è chiara (tortora, beige, grigio chiaro) e mostra aloni con facilità; quando la superficie è molto contaminata da grassi e polveri sottili che hanno saturato la struttura in profondità; e quando l’auto ha un valore elevato — sportive, youngtimer, limited edition — e ogni dettaglio interno incide sulla percezione complessiva e sulla valutazione economica del veicolo.

In un contesto come quello milanese, tra smog, polveri urbane PM10 e PM2.5, utilizzo frequente e parcheggi quotidiani in ambienti poco ventilati, gli interni si contaminano più in fretta di quanto sembri. L’abitacolo resta chiuso, ma non isolato: particolato, residui sugli abiti, mani non perfettamente pulite e variazioni di umidità stagionale accelerano l’invecchiamento visivo delle superfici morbide.

Quanto dura davvero una protezione professionale

Dipende da utilizzo, colore dell’interno, zona trattata e abitudini del proprietario. Un’Alcantara su pannelli o cielo vettura tende a conservarsi molto meglio rispetto al volante o alla seduta lato guida, che sono le aree a maggiore sollecitazione meccanica e termica. Anche l’abbigliamento incide: jeans con tintura non fissata, giacche tecniche idrorepellenti, creme mani e sudorazione intensa aumentano il trasferimento di residui chimici e meccanici.

In generale, un trattamento ben eseguito con protezione fluoropolimerica mantiene risultati stabili per 4–6 mesi su aree ad alto contatto, e fino a 12 mesi su superfici meno sollecitate, a condizione che la manutenzione ordinaria venga gestita correttamente: rimozione della polvere con pennello morbido o aspiratore a bassa potenza, intervento rapido su macchie fresche e richiami periodici prima che il materiale torni a saturarsi.

I migliori prodotti nanoceramici, grazie alle specifiche prerogative di repellente a liquidi, fluidi e contaminanti, sono in grado di performare adeguatamente per un periodo più lungo, tra i 24 ed i 36 mesi.

Trattamento interni auto Alcantara e mantenimento del valore

C’è un aspetto che spesso viene sottovalutato: l’interno vende l’auto quasi quanto l’esterno. Una carrozzeria brillante colpisce subito, ma è nell’abitacolo che si percepiscono cura, chilometraggio reale e livello di attenzione del proprietario.

Sedili opacizzati male, volante unto o inserti con zone scure trasmettono una sensazione di usura precoce anche su vetture meccanicamente impeccabili. Al contrario, un’Alcantara pulita, asciutta al tatto e visivamente uniforme sostiene il posizionamento premium del veicolo e comunica manutenzione seria. Su auto sportive, youngtimer di pregio o modelli alto di gamma con interni ricercati, preservare i materiali originali non è estetica fine a se stessa: è parte integrante della loro desiderabilità futura e del loro valore di mercato.

Interni auto alcantara chiari

A chi conviene davvero

Conviene a chi usa l’auto tutti i giorni e non vuole vedere l’abitacolo deteriorarsi in pochi mesi. Conviene a chi ha appena acquistato una vettura usata di livello e vuole riportare gli interni a uno standard coerente con il resto del mezzo. E conviene ancora di più a chi considera l’auto un bene da preservare, non solo da utilizzare.

In un centro specializzato come Ceramic Pro Milano, il valore aggiunto non sta nel semplice “pulito”, ma nella lettura tecnica della superficie: identificare il tipo di contaminazione, valutare lo stato del legante poliuretanico, scegliere il protocollo chimico e meccanico adatto al materiale reale, al suo stato e all’obiettivo del cliente. È questo approccio che distingue un intervento premium da una pulizia generica.

L’Alcantara sa essere spettacolare, ma non perdona l’improvvisazione. Trattarla bene significa rispettarne la natura tecnica, intervenire prima che l’usura diventi evidente e scegliere procedure che migliorano davvero senza alterare ciò che rende speciale l’abitacolo.

L’Alcantara cambia subito la percezione dell’abitacolo. Basta una mano sul volante o sul sedile per capire se è stata mantenuta correttamente oppure no. Quando si parla di trattamento interni auto Alcantara, il punto non è solo togliere lo sporco visibile: il vero obiettivo è preservare mano, uniformità cromatica e struttura della fibra, evitando quell’effetto lucido e schiacciato che fa perdere valore anche a un’auto di livello alto.

Chi possiede una sportiva, una premium o una vettura configurata con finiture raffinate conosce bene il problema. L’Alcantara è elegante, tecnica, piacevole al tatto, ma chiede metodo. Pulirla come un tessuto generico o trattarla come una pelle è l’errore più comune. E spesso il danno non arriva in un giorno solo, ma dopo mesi di manutenzione sbagliata.

Cos’è davvero l’Alcantara: composizione e comportamento

Prima di capire come trattarla, è utile sapere cosa si ha tra le mani. L’Alcantara è un materiale composito a base di poliestere (68%) e poliuretano (32%), prodotto tramite un processo di microfibrillazione che genera filamenti con diametro inferiore a 0,1 dtex — circa cento volte più sottili di un capello umano. Questa struttura tridimensionale a pelo corto è ciò che conferisce al materiale le sue proprietà uniche: grip, morbidezza, leggerezza e traspirabilità.

Proprio per questa architettura fisica, l’Alcantara reagisce in modo molto diverso rispetto ai tessuti convenzionali o alla pelle. La microfibra tende ad assorbire e intrappolare contaminanti all’interno della struttura del pelo, anziché tenerli in superficie. Grasso cutaneo, particolato urbano, residui di creme e sudorazione non “galleggiano” sul materiale: vi penetrano, compattando progressivamente la fibra e alterandone la riflessione luminosa.

Sul volante, sul pomello, sui fianchetti dei sedili o sui pannelli porta, l’usura non è mai uniforme. Le zone di contatto frequente accumulano residui invisibili che nel tempo schiacciano e orientano il pelo in modo permanente. All’inizio si nota solo una lieve variazione di tono. Poi arrivano lucidità, perdita di morbidezza e un aspetto stanco che toglie pregio all’intero interno.

Volante auto alcantara protezione

Trattamento interni auto Alcantara: cosa comprende davvero

Un trattamento corretto lavora su tre fronti distinti:

  • rimozione dello sporco
  • ripristino dell’aspetto originario
  • protezione contro il riaccumulo.

Saltare anche uno solo di questi passaggi porta a un risultato parziale. Un interno può sembrare pulito appena terminato il lavoro, ma se la fibra resta satura o non viene stabilizzata, il degrado ricompare in poche settimane.

Quando il servizio è eseguito in modo professionale, non si limita a una passata veloce di detergente. Si parte sempre da un’analisi diagnostica dello stato del materiale. C’è differenza sostanziale tra un’Alcantara leggermente impolverata, una superficie unta da contatto continuo e un rivestimento già compromesso da prodotti aggressivi usati in precedenza.

La fase della pulizia tecnica

La pulizia efficace deve essere controllata chimicamente e meccanicamente. Sul fronte chimico, servono detergenti a pH neutro o leggermente alcalino (pH 7–8,5), formulati specificamente per microfibre delicate, capaci di sciogliere i contaminanti a base lipidica senza intaccare il legante poliuretanico che tiene unita la struttura del pelo. I prodotti con tensioattivi aggressivi o solventi clorurati rischiano di degradare proprio quel legante, causando sfibratura precoce e perdita di coesione del pelo.

Sul fronte meccanico, la scelta degli strumenti è altrettanto critica. Le spazzole con filamenti in nylon a durezza Shore 50–60 permettono di agitare il contaminante senza traumatizzare la fibra. Movimenti troppo energici o circolari su zone già schiacciate possono aprire la fibra in modo disomogeneo, creando zone con riflettanza diversa — un difetto visivo difficile da correggere.

Il punto chiave è l’equilibrio tra idratazione, agitazione e rimozione. Se si bagna troppo, si rischia di far penetrare l’umidità in profondità, allungare i tempi di asciugatura e favorire la proliferazione batterica nelle zone meno ventilate. Se si pulisce troppo poco, i grassi restano ancorati alla struttura. Per questo un trattamento serio dosa prodotto, agitazione e aspirazione in base all’area, al livello di contaminazione e al colore del materiale: le Alcantare chiare richiedono protocolli ancora più controllati per evitare aloni da asciugatura.

Il ripristino dell’aspetto

Dopo la pulizia, l’Alcantara va riportata a una condizione visiva e tattile coerente. Questa fase ha un nome preciso nella detailing professionale: riallineamento del pelo. Significa orientare la microfibra in modo uniforme, ridurre l’effetto compresso e recuperare quella finitura opaca e vellutata che distingue un abitacolo curato da uno semplicemente lavato.

Il riallineamento si ottiene con spazzole a filamento morbido lavorate in direzione del pelo — nella maggior parte dei casi in senso verticale dall’alto verso il basso sui pannelli, e in senso centrifugo sul volante — abbinate a una fase di asciugatura controllata preferibilmente con aria tiepida a bassa portata. Il calore eccessivo è controindicato: temperature superiori a 60°C possono deformare permanentemente la struttura poliuretanica della microfibra.

Qui entra in gioco l’esperienza. Non tutte le lucidità sono uguali e non tutte sono reversibili allo stesso modo. Se il materiale è solo appiattito dallo sporco, il miglioramento può essere netto e immediato. Se invece ci sono abrasioni, sfibrature o usura strutturale — particolarmente frequenti sul lato guida del volante e sul bordo anteriore del sedile — il trattamento migliora visibilmente, ma non ricostruisce ciò che è stato consumato nel tempo.

La protezione finale

L’ultima fase è la più discussa, perché non tutti i prodotti sul mercato sono compatibili con l’Alcantara. Una protezione adeguata deve rispettare due requisiti fondamentali: non alterare la traspirabilità della microfibra e non modificarne la mano al tatto.

I protettivi più indicati sono a base di fluoropolimeri a catena corta (C6), che formano uno strato idrorepellente e oleorepellente a livello molecolare senza ostruire fisicamente la struttura del pelo. A differenza dei vecchi C8, ora in fase di dismissione per ragioni ambientali, i C6 offrono un equilibrio accettabile tra efficacia protettiva e compatibilità con le microfibre delicate. Esistono anche formulazioni avanzate a base di nanotecnologia SiO₂ specifiche per textili tecnici, che legano alla superficie senza creare film visibili.

Una buona protezione aiuta a limitare l’assorbimento dello sporco, rende la manutenzione ordinaria più semplice e rallenta significativamente il ritorno di aloni e lucidità, soprattutto nelle aree ad alto contatto. Su un’auto utilizzata spesso in città, con frequenti sali e scendi, mani sul volante e abiti tecnici o denim sui sedili, questo passaggio fa una differenza concreta nel mantenimento nel tempo.

Gli errori più comuni da evitare

Il primo errore è usare prodotti universali per interni. Molti detergenti multiuso contengono tensioattivi anionici forti o alcol isopropilico in concentrazioni elevate che sgrassano troppo aggressivamente, lasciano residui cristallizzati o modificano la mano del materiale alterando il coefficiente di frizione — un parametro importante soprattutto su volanti sportivi.

Il secondo errore è l’uso improprio del vapore. Il vapore a temperatura controllata (90–100°C, bassa portata) può essere un valido alleato per sciogliere contaminanti ostinati, ma gestito male — pressione troppo alta, ugello troppo vicino alla superficie, tempo di esposizione eccessivo — provoca rigonfiamento delle fibre, deformazione e perdita permanente di coesione del pelo.

Il terzo è spazzolare con forza per “tirare su il pelo”: una pratica che spesso peggiora la situazione, soprattutto su materiali già stressati meccanicamente.

C’è poi un equivoco diffuso legato alla lucidità: se l’Alcantara appare lucida, non significa che debba essere nutrita come fosse pelle. L’aggiunta di sostanze grasse o siliconate aumenta la patina superficiale, riduce il grip e, nel caso del volante, può diventare un problema di sicurezza attiva.

Anche la frequenza conta. Intervenire raramente e in modo aggressivo è meno efficace di una manutenzione regolare e calibrata. Nelle vetture molto usate, aspettare che lo sporco sia evidente significa arrivare tardi, quando la fibra ha già perso parte della sua naturale apertura e il contaminante si è legato chimicamente al polimero.

Pulizia sedile alcantara

Quando serve un intervento professionale

Non tutte le auto hanno bisogno dello stesso livello di lavorazione. Su un abitacolo recente e mantenuto bene, può bastare una pulizia specialistica con protezione. Su una vettura con volante lucido, sedili segnati e pannelli disomogenei, il protocollo deve essere più approfondito e articolato.

Il professionista fa la differenza soprattutto in tre scenari: quando l’Alcantara è chiara (tortora, beige, grigio chiaro) e mostra aloni con facilità; quando la superficie è molto contaminata da grassi e polveri sottili che hanno saturato la struttura in profondità; e quando l’auto ha un valore elevato — sportive, youngtimer, limited edition — e ogni dettaglio interno incide sulla percezione complessiva e sulla valutazione economica del veicolo.

In un contesto come quello milanese, tra smog, polveri urbane PM10 e PM2.5, utilizzo frequente e parcheggi quotidiani in ambienti poco ventilati, gli interni si contaminano più in fretta di quanto sembri. L’abitacolo resta chiuso, ma non isolato: particolato, residui sugli abiti, mani non perfettamente pulite e variazioni di umidità stagionale accelerano l’invecchiamento visivo delle superfici morbide.

Quanto dura davvero una protezione professionale

Dipende da utilizzo, colore dell’interno, zona trattata e abitudini del proprietario. Un’Alcantara su pannelli o cielo vettura tende a conservarsi molto meglio rispetto al volante o alla seduta lato guida, che sono le aree a maggiore sollecitazione meccanica e termica. Anche l’abbigliamento incide: jeans con tintura non fissata, giacche tecniche idrorepellenti, creme mani e sudorazione intensa aumentano il trasferimento di residui chimici e meccanici.

In generale, un trattamento ben eseguito con protezione fluoropolimerica mantiene risultati stabili per 4–6 mesi su aree ad alto contatto, e fino a 12 mesi su superfici meno sollecitate, a condizione che la manutenzione ordinaria venga gestita correttamente: rimozione della polvere con pennello morbido o aspiratore a bassa potenza, intervento rapido su macchie fresche e richiami periodici prima che il materiale torni a saturarsi.

I migliori prodotti nanoceramici, grazie alle specifiche prerogative di repellente a liquidi, fluidi e contaminanti, sono in grado di performare adeguatamente per un periodo più lungo, tra i 24 ed i 36 mesi.

Trattamento interni auto Alcantara e mantenimento del valore

C’è un aspetto che spesso viene sottovalutato: l’interno vende l’auto quasi quanto l’esterno. Una carrozzeria brillante colpisce subito, ma è nell’abitacolo che si percepiscono cura, chilometraggio reale e livello di attenzione del proprietario.

Sedili opacizzati male, volante unto o inserti con zone scure trasmettono una sensazione di usura precoce anche su vetture meccanicamente impeccabili. Al contrario, un’Alcantara pulita, asciutta al tatto e visivamente uniforme sostiene il posizionamento premium del veicolo e comunica manutenzione seria. Su auto sportive, youngtimer di pregio o modelli alto di gamma con interni ricercati, preservare i materiali originali non è estetica fine a se stessa: è parte integrante della loro desiderabilità futura e del loro valore di mercato.

Interni auto alcantara chiari

A chi conviene davvero

Conviene a chi usa l’auto tutti i giorni e non vuole vedere l’abitacolo deteriorarsi in pochi mesi. Conviene a chi ha appena acquistato una vettura usata di livello e vuole riportare gli interni a uno standard coerente con il resto del mezzo. E conviene ancora di più a chi considera l’auto un bene da preservare, non solo da utilizzare.

In un centro specializzato come Ceramic Pro Milano, il valore aggiunto non sta nel semplice “pulito”, ma nella lettura tecnica della superficie: identificare il tipo di contaminazione, valutare lo stato del legante poliuretanico, scegliere il protocollo chimico e meccanico adatto al materiale reale, al suo stato e all’obiettivo del cliente. È questo approccio che distingue un intervento premium da una pulizia generica.

L’Alcantara sa essere spettacolare, ma non perdona l’improvvisazione. Trattarla bene significa rispettarne la natura tecnica, intervenire prima che l’usura diventi evidente e scegliere procedure che migliorano davvero senza alterare ciò che rende speciale l’abitacolo.

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FAQ

LEGGI QUI LE RISPOSTE AD ALCUNE TRA LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI:

Cos’è la nanotecnologia?

E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”,  i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.

Cos’è Ceramic Pro?

E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno. 

Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?

No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.

Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?

No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.

Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?

Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.

Posso acquistare e applicare da solo Ceramic Pro?

No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.

È applicabile anche su veicoli opachi?

Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.

La protezione contro i graffi è assoluta?

La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.

Che tipo di manutenzione è necessaria?

Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.

In cosa consiste l’attività di mantenimento?

Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.

Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?

Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.

Quanto costa Ceramic Pro?

Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.

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Cos’è la nanotecnologia?

E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”,  i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.

Cos’è Ceramic Pro?

E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno. 

Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?

No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.

Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?

No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.

Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?

Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.

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No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.

È applicabile anche su veicoli opachi?

Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.

La protezione contro i graffi è assoluta?

La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.

Che tipo di manutenzione è necessaria?

Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.

In cosa consiste l’attività di mantenimento?

Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.

Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?

Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.

Quanto costa Ceramic Pro?

Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.