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La domanda non nasce da un mito, ma da esperienze reali fatte male: il coating auto rovina la vernice? Se il prodotto è scadente, se la superficie non viene preparata correttamente o se l’applicazione è improvvisata, il risultato può peggiorare l’aspetto dell’auto e, come vedremo, in qualche raro caso, produrre effetti permanenti. Ma attribuire il problema al coating in sé è, quasi sempre, un errore tecnico. Un rivestimento nanoceramico professionale non è in alcun modo in grado di danneggiare la vernice: nasce per preservarla.

Il punto decisivo è distinguere tra un trattamento eseguito con protocollo professionale e un’applicazione rapida, spesso venduta come soluzione semplice, che in realtà sigilla difetti già presenti o crea irregolarità superficiali. Su auto premium, sportive o di pregio, questa differenza non è marginale. È ciò che separa una protezione di alto livello da una finitura visivamente compromessa.

Questo articolo fa parte del nostro approfondimento sulla nanotecnologia applicata all’auto, dove spieghiamo cos’è e come protegge la vernice.

Come agisce chimicamente un coating

I coating ceramici (a base di SiO₂ o silani) non restano semplicemente “sopra” la vernice: creano un legame chimico covalente con il trasparente. Durante la catalizzazione, le molecole del coating reagiscono con i gruppi idrossilici presenti sulla superficie della vernice e formano un reticolo rigido.

Questo significa che:

  • il coating diventa parte integrante dello strato superficiale;
  • non si può rimuovere con normali detergenti, solventi o decontaminanti;
  • per toglierlo anticipatamente rispetto ai tempi di decadimento naturale serve quasi sempre una lucidatura meccanica, che asporta una piccola quantità di trasparente (solitamente 1-3 micron).

legame covalente tra coating e vernice

Quando il coating auto può rovinare la vernice in maniera permanente

I coating di elevata qualità sono formulati per essere chimicamente stabili e inerti una volta catalizzati. Non “mangiano” né indeboliscono il trasparente.

Tuttavia esistono alcuni rischi reali:

  • Prodotti di scarsa qualità possono contenere solventi aggressivi o formulazioni instabili che, durante l’applicazione o nei primi giorni, possono creare aloni bianchi, ingiallimento o micro-fessurazioni nel trasparente.
  • Se applicato su vernice già molto sottile o danneggiata, il legame può risultare irregolare e rendere più difficile future lucidature.
  • Rimozione futura: ogni volta che si deve togliere un coating ceramico si perde un po’ di vernice. Se lo fai più volte nel corso della vita dell’auto, lo spessore del trasparente diminuisce.

Quando il coating auto sembra rovinare la vernice

Nella maggior parte dei casi, il coating non rovina la vernice: rende visibili o blocca sotto uno strato protettivo problemi che erano già lì. Swirl, opacità, residui di calcare, ossidazione leggera, contaminazioni ferrose e segni da lavaggi aggressivi non spariscono con il coating. Anzi, se non vengono rimossi prima, possono risultare ancora più evidenti dopo l’applicazione.

È qui che nasce la delusione di molti proprietari. Si aspettano più gloss e più profondità, ma vedono aloni, zone disomogenee o una brillantezza inferiore a quella promessa. Non perché il coating abbia “mangiato” la vernice, ma perché è stato steso su una base imperfetta. Un rivestimento ceramico non è un correttore estetico. È uno strato tecnico che amplifica la qualità della superficie sottostante.

C’è poi un secondo scenario, più serio: applicazioni errate che lasciano high spot, striature o eccessi di prodotto polimerizzato male. In questo caso il difetto è più grave, ma il danno non deriva dalla natura del coating. Deriva dall’errore umano, dalla fretta o dall’assenza di controllo ambientale durante la posa.

In tutti questi casi, non esiste comunque la possibilità di produrre interferenze che creino danni irreversibili alla vernice, fatto salvo l’esigenza, già descritta, di rimuovere il coating asportando una quantità, pur minima, di trasparente originale. A meno che non si decida di convivere con i difetti creati da una cattiva lavorazione fino al consumo naturale del rivestimento.

Il coating auto rovina la vernice solo se il processo è sbagliato

Un coating professionale quindi, lavora sulla superficie del trasparente, non lo consuma e non lo aggredisce come farebbe un processo abrasivo. La lucidatura, per esempio, rimuove una minima parte del trasparente per correggere i difetti. Il coating, invece, si lega alla superficie e crea una barriera protettiva con proprietà chimiche e fisiche superiori rispetto a cere e sigillanti tradizionali.

La possibilità di generare danni permanenti esiste solo in caso di utilizzo di prodotti di scarsa qualità in cui un eccesso di solventi aggressivi vengono a contatto con una superficie già fortemente compromessa.

La preparazione della superficie decide il risultato

Su una carrozzeria ben tenuta, la preparazione può essere relativamente lineare. Su un’auto che ha già affrontato lavaggi automatici, contaminazioni urbane, residui di smog, escrementi di uccelli, resina o calcare, la situazione cambia completamente. In un contesto come quello milanese, dove polveri sottili, traffico e soste all’aperto mettono sotto stress la superficie, la preparazione non è un passaggio accessorio. È la fase che determina tutto.

Un protocollo serio parte dal lavaggio tecnico, prosegue con decontaminazione chimica e meccanica, controllo della vernice sotto luce dedicata, correzione dei difetti e sgrassaggio finale. Solo a quel punto il coating può essere applicato con logica. Saltare uno di questi passaggi significa compromettere adesione, uniformità estetica e durata.

Per questo i trattamenti realmente efficaci non sono rapidi né standardizzati. Ogni auto ha uno stato iniziale diverso, uno spessore diverso del trasparente, una storia diversa di manutenzione. Una supercar usata solo nei weekend può richiedere un approccio meno correttivo rispetto a una berlina premium utilizzata ogni giorno in città, ma non per questo meno rigoroso.

lucidatura auto preparazione coating

I problemi più comuni dopo un coating mal eseguito

Quando un cliente teme che il coating abbia rovinato la vernice, di solito sta osservando uno di questi effetti: aloni fissi, riflessi non uniformi, macchie apparentemente oleose, superficie ruvida o brillantezza poco omogenea. In casi più rari compaiono segni di rimozione localizzata dovuti a tentativi improvvisati di correggere gli errori dopo l’indurimento del prodotto.

Gli high spot sono tra i difetti più tipici. Si formano quando il coating non viene distribuito e rimosso in modo corretto durante la posa. Sotto certe luci possono sembrare ombre o macchie più scure. Non danneggiano strutturalmente la vernice, ma rovinano l’estetica e spesso richiedono una lucidatura mirata per essere eliminati.

Anche la sensazione di superficie “spenta” può trarre in inganno. Se sotto il coating restano micrograffi, ossidazione o opacità, il rivestimento non può creare profondità ottica dove la base è già compromessa. La finitura risulterà protetta, ma non perfetta.

Coating professionale e coating consumer non sono la stessa cosa

Sul mercato convivono prodotti molto diversi tra loro. Alcuni sono formulati per uso consumer, con prestazioni più limitate e tolleranza maggiore in applicazione. Altri sono veri rivestimenti professionali, più performanti ma anche più esigenti in termini di preparazione, ambiente di lavoro e tecnica di posa.

È qui che entra in gioco il valore di un centro specializzato. Un protocollo premium non si limita alla stesura del prodotto. Comprende analisi dello stato della vernice, correzione dei difetti compatibile con il supporto, applicazione controllata e scelta del ciclo più adatto in base a utilizzo, durata attesa e livello di finitura richiesto.

Nel caso di tecnologie avanzate come i coating nanoceramici a scambio ionico, la differenza rispetto ai prodotti generici è ancora più netta. Cambiano adesione, resistenza chimica, idrofobicità, stabilità e comportamento nel tempo. Ma anche il miglior coating disponibile perde gran parte del suo valore se applicato senza metodo.

Quando conviene davvero fare il coating

Il coating ha senso quando l’obiettivo non è solo far brillare l’auto per qualche settimana, ma proteggerla nel medio-lungo periodo. È particolarmente indicato per chi vuole ridurre la sensibilità della superficie a sporco, contaminazioni, aggressioni chimiche leggere, raggi UV e manutenzione ordinaria ripetuta.

Non è però una pellicola antiurto e non rende la vernice invulnerabile. I micrograffi da contatto scorretto, gli urti da parcheggio, le sassate o i segni più profondi non spariscono per effetto del coating. Su questo serve chiarezza. Chi promette una protezione totale sta semplificando troppo.

Per alcune auto, soprattutto se nuove o appena corrette, il coating è una scelta altamente razionale: mantiene più a lungo il livello estetico raggiunto e semplifica la gestione ordinaria. Su vetture già molto segnate, invece, può essere necessario prima valutare quanta correzione eseguire e quale compromesso accettare tra perfezione, conservazione del trasparente e budget.

Come capire se un coating è stato eseguito bene

Un buon trattamento si riconosce da diversi segnali. La superficie appare uniforme sotto luce diretta, senza aloni o accumuli. Il gloss è pieno ma non artificiale. Il tatto è liscio e la risposta all’acqua è coerente su tutta la vettura. Anche la facilità di lavaggio nelle settimane successive è un indicatore importante.

Conta poi la trasparenza del professionista. Un approccio serio spiega sempre cosa verrà corretto, cosa resterà visibile, quale durata aspettarsi e come mantenere il risultato. Non vende magie, vende controllo tecnico.

Per questo, in un centro specializzato come Ceramic Pro Milano, la protezione non viene proposta come un prodotto da applicare sopra qualsiasi cosa, ma come un sistema: analisi, preparazione, correzione, rivestimento e mantenimento. È questa logica che evita errori e trasforma il coating in un investimento reale sulla qualità estetica dell’auto.

Se ti stai chiedendo se il coating possa rovinare la vernice, la risposta corretta è più precisa di un semplice sì o no: il coating protegge quando è scelto bene ed eseguito meglio. La vernice si rovina davvero quando si accetta un lavoro superficiale su un’auto che merita ben altro.

La domanda non nasce da un mito, ma da esperienze reali fatte male: il coating auto rovina la vernice? Se il prodotto è scadente, se la superficie non viene preparata correttamente o se l’applicazione è improvvisata, il risultato può peggiorare l’aspetto dell’auto e, come vedremo, in qualche raro caso, produrre effetti permanenti. Ma attribuire il problema al coating in sé è, quasi sempre, un errore tecnico. Un rivestimento nanoceramico professionale non è in alcun modo in grado di danneggiare la vernice: nasce per preservarla.

Il punto decisivo è distinguere tra un trattamento eseguito con protocollo professionale e un’applicazione rapida, spesso venduta come soluzione semplice, che in realtà sigilla difetti già presenti o crea irregolarità superficiali. Su auto premium, sportive o di pregio, questa differenza non è marginale. È ciò che separa una protezione di alto livello da una finitura visivamente compromessa.

Questo articolo fa parte del nostro approfondimento sulla nanotecnologia applicata all’auto, dove spieghiamo cos’è e come protegge la vernice.

Come agisce chimicamente un coating

I coating ceramici (a base di SiO₂ o silani) non restano semplicemente “sopra” la vernice: creano un legame chimico covalente con il trasparente. Durante la catalizzazione, le molecole del coating reagiscono con i gruppi idrossilici presenti sulla superficie della vernice e formano un reticolo rigido.

Questo significa che:

  • il coating diventa parte integrante dello strato superficiale;
  • non si può rimuovere con normali detergenti, solventi o decontaminanti;
  • per toglierlo anticipatamente rispetto ai tempi di decadimento naturale serve quasi sempre una lucidatura meccanica, che asporta una piccola quantità di trasparente (solitamente 1-3 micron).

legame covalente tra coating e vernice

Quando il coating auto può rovinare la vernice in maniera permanente

I coating di elevata qualità sono formulati per essere chimicamente stabili e inerti una volta catalizzati. Non “mangiano” né indeboliscono il trasparente.

Tuttavia esistono alcuni rischi reali:

  • Prodotti di scarsa qualità possono contenere solventi aggressivi o formulazioni instabili che, durante l’applicazione o nei primi giorni, possono creare aloni bianchi, ingiallimento o micro-fessurazioni nel trasparente.
  • Se applicato su vernice già molto sottile o danneggiata, il legame può risultare irregolare e rendere più difficile future lucidature.
  • Rimozione futura: ogni volta che si deve togliere un coating ceramico si perde un po’ di vernice. Se lo fai più volte nel corso della vita dell’auto, lo spessore del trasparente diminuisce.

Quando il coating auto sembra rovinare la vernice

Nella maggior parte dei casi, il coating non rovina la vernice: rende visibili o blocca sotto uno strato protettivo problemi che erano già lì. Swirl, opacità, residui di calcare, ossidazione leggera, contaminazioni ferrose e segni da lavaggi aggressivi non spariscono con il coating. Anzi, se non vengono rimossi prima, possono risultare ancora più evidenti dopo l’applicazione.

È qui che nasce la delusione di molti proprietari. Si aspettano più gloss e più profondità, ma vedono aloni, zone disomogenee o una brillantezza inferiore a quella promessa. Non perché il coating abbia “mangiato” la vernice, ma perché è stato steso su una base imperfetta. Un rivestimento ceramico non è un correttore estetico. È uno strato tecnico che amplifica la qualità della superficie sottostante.

C’è poi un secondo scenario, più serio: applicazioni errate che lasciano high spot, striature o eccessi di prodotto polimerizzato male. In questo caso il difetto è più grave, ma il danno non deriva dalla natura del coating. Deriva dall’errore umano, dalla fretta o dall’assenza di controllo ambientale durante la posa.

In tutti questi casi, non esiste comunque la possibilità di produrre interferenze che creino danni irreversibili alla vernice, fatto salvo l’esigenza, già descritta, di rimuovere il coating asportando una quantità, pur minima, di trasparente originale. A meno che non si decida di convivere con i difetti creati da una cattiva lavorazione fino al consumo naturale del rivestimento.

Il coating auto rovina la vernice solo se il processo è sbagliato

Un coating professionale quindi, lavora sulla superficie del trasparente, non lo consuma e non lo aggredisce come farebbe un processo abrasivo. La lucidatura, per esempio, rimuove una minima parte del trasparente per correggere i difetti. Il coating, invece, si lega alla superficie e crea una barriera protettiva con proprietà chimiche e fisiche superiori rispetto a cere e sigillanti tradizionali.

La possibilità di generare danni permanenti esiste solo in caso di utilizzo di prodotti di scarsa qualità in cui un eccesso di solventi aggressivi vengono a contatto con una superficie già fortemente compromessa.

La preparazione della superficie decide il risultato

Su una carrozzeria ben tenuta, la preparazione può essere relativamente lineare. Su un’auto che ha già affrontato lavaggi automatici, contaminazioni urbane, residui di smog, escrementi di uccelli, resina o calcare, la situazione cambia completamente. In un contesto come quello milanese, dove polveri sottili, traffico e soste all’aperto mettono sotto stress la superficie, la preparazione non è un passaggio accessorio. È la fase che determina tutto.

Un protocollo serio parte dal lavaggio tecnico, prosegue con decontaminazione chimica e meccanica, controllo della vernice sotto luce dedicata, correzione dei difetti e sgrassaggio finale. Solo a quel punto il coating può essere applicato con logica. Saltare uno di questi passaggi significa compromettere adesione, uniformità estetica e durata.

Per questo i trattamenti realmente efficaci non sono rapidi né standardizzati. Ogni auto ha uno stato iniziale diverso, uno spessore diverso del trasparente, una storia diversa di manutenzione. Una supercar usata solo nei weekend può richiedere un approccio meno correttivo rispetto a una berlina premium utilizzata ogni giorno in città, ma non per questo meno rigoroso.

lucidatura auto preparazione coating

I problemi più comuni dopo un coating mal eseguito

Quando un cliente teme che il coating abbia rovinato la vernice, di solito sta osservando uno di questi effetti: aloni fissi, riflessi non uniformi, macchie apparentemente oleose, superficie ruvida o brillantezza poco omogenea. In casi più rari compaiono segni di rimozione localizzata dovuti a tentativi improvvisati di correggere gli errori dopo l’indurimento del prodotto.

Gli high spot sono tra i difetti più tipici. Si formano quando il coating non viene distribuito e rimosso in modo corretto durante la posa. Sotto certe luci possono sembrare ombre o macchie più scure. Non danneggiano strutturalmente la vernice, ma rovinano l’estetica e spesso richiedono una lucidatura mirata per essere eliminati.

Anche la sensazione di superficie “spenta” può trarre in inganno. Se sotto il coating restano micrograffi, ossidazione o opacità, il rivestimento non può creare profondità ottica dove la base è già compromessa. La finitura risulterà protetta, ma non perfetta.

Coating professionale e coating consumer non sono la stessa cosa

Sul mercato convivono prodotti molto diversi tra loro. Alcuni sono formulati per uso consumer, con prestazioni più limitate e tolleranza maggiore in applicazione. Altri sono veri rivestimenti professionali, più performanti ma anche più esigenti in termini di preparazione, ambiente di lavoro e tecnica di posa.

È qui che entra in gioco il valore di un centro specializzato. Un protocollo premium non si limita alla stesura del prodotto. Comprende analisi dello stato della vernice, correzione dei difetti compatibile con il supporto, applicazione controllata e scelta del ciclo più adatto in base a utilizzo, durata attesa e livello di finitura richiesto.

Nel caso di tecnologie avanzate come i coating nanoceramici a scambio ionico, la differenza rispetto ai prodotti generici è ancora più netta. Cambiano adesione, resistenza chimica, idrofobicità, stabilità e comportamento nel tempo. Ma anche il miglior coating disponibile perde gran parte del suo valore se applicato senza metodo.

Quando conviene davvero fare il coating

Il coating ha senso quando l’obiettivo non è solo far brillare l’auto per qualche settimana, ma proteggerla nel medio-lungo periodo. È particolarmente indicato per chi vuole ridurre la sensibilità della superficie a sporco, contaminazioni, aggressioni chimiche leggere, raggi UV e manutenzione ordinaria ripetuta.

Non è però una pellicola antiurto e non rende la vernice invulnerabile. I micrograffi da contatto scorretto, gli urti da parcheggio, le sassate o i segni più profondi non spariscono per effetto del coating. Su questo serve chiarezza. Chi promette una protezione totale sta semplificando troppo.

Per alcune auto, soprattutto se nuove o appena corrette, il coating è una scelta altamente razionale: mantiene più a lungo il livello estetico raggiunto e semplifica la gestione ordinaria. Su vetture già molto segnate, invece, può essere necessario prima valutare quanta correzione eseguire e quale compromesso accettare tra perfezione, conservazione del trasparente e budget.

Come capire se un coating è stato eseguito bene

Un buon trattamento si riconosce da diversi segnali. La superficie appare uniforme sotto luce diretta, senza aloni o accumuli. Il gloss è pieno ma non artificiale. Il tatto è liscio e la risposta all’acqua è coerente su tutta la vettura. Anche la facilità di lavaggio nelle settimane successive è un indicatore importante.

Conta poi la trasparenza del professionista. Un approccio serio spiega sempre cosa verrà corretto, cosa resterà visibile, quale durata aspettarsi e come mantenere il risultato. Non vende magie, vende controllo tecnico.

Per questo, in un centro specializzato come Ceramic Pro Milano, la protezione non viene proposta come un prodotto da applicare sopra qualsiasi cosa, ma come un sistema: analisi, preparazione, correzione, rivestimento e mantenimento. È questa logica che evita errori e trasforma il coating in un investimento reale sulla qualità estetica dell’auto.

Se ti stai chiedendo se il coating possa rovinare la vernice, la risposta corretta è più precisa di un semplice sì o no: il coating protegge quando è scelto bene ed eseguito meglio. La vernice si rovina davvero quando si accetta un lavoro superficiale su un’auto che merita ben altro.

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FAQ

LEGGI QUI LE RISPOSTE AD ALCUNE TRA LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI:

Cos’è la nanotecnologia?

E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”,  i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.

Cos’è Ceramic Pro?

E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno. 

Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?

No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.

Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?

No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.

Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?

Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.

Posso acquistare e applicare da solo Ceramic Pro?

No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.

È applicabile anche su veicoli opachi?

Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.

La protezione contro i graffi è assoluta?

La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.

Che tipo di manutenzione è necessaria?

Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.

In cosa consiste l’attività di mantenimento?

Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.

Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?

Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.

Quanto costa Ceramic Pro?

Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.

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Cos’è la nanotecnologia?

E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”,  i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.

Cos’è Ceramic Pro?

E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno. 

Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?

No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.

Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?

No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.

Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?

Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.

Posso acquistare e applicare da solo Ceramic Pro?

No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.

È applicabile anche su veicoli opachi?

Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.

La protezione contro i graffi è assoluta?

La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.

Che tipo di manutenzione è necessaria?

Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.

In cosa consiste l’attività di mantenimento?

Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.

Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?

Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.

Quanto costa Ceramic Pro?

Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.