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Se stai cercando un numero, te lo diamo subito: per il cambio colore completo di una berlina, con un vinile di qualità e installazione fatta come si deve, si parla di qualche migliaio di euro. Non è una cifra secca, ed è proprio questo il punto interessante.

Se chiedi tre preventivi, è probabile che tra il più basso e il più alto ci siano mille euro o più. Non perché qualcuno stia gonfiando il prezzo, ma perché dietro la stessa parola — “wrapping” — possono esserci lavori molto diversi tra loro. Questo articolo serve a farti capire quali, così quando leggi un preventivo sai cosa stai guardando.

Se invece stai ancora decidendo quale strada prendere, il quadro d’insieme è in cosa sapere prima di cambiare colore all’auto.

Tre cose muovono il prezzo, non una

Nella testa di chi chiede un preventivo, il prezzo dipende dalla pellicola. È l’assunzione più naturale e anche la più fuorviante, perché la pellicola è solo una delle tre variabili in gioco.

Le altre due sono quanto tempo serve per posarla bene e quanto lavoro comprende effettivamente il preventivo. E sono quelle che spiegano i divari più ampi.

Le vediamo una per una.

Costo pellicola wrapping auto

La pellicola: conta, ma non spiega tutto

Le pellicole per il cambio colore non sono tutte uguali, e la prima distinzione è tra i vinili cast (o fusi) e quelli calandrati. I cast sono più conformabili, si adattano alle curve senza tensioni, restano stabili nel tempo. I calandrati costano meno ma tendono a ritirarsi e sono adatti soprattutto a superfici piane. Per un cambio colore completo su un’auto, il cast è la scelta sensata.

Ma “è un cast” non basta a dire che due pellicole siano equivalenti. Anche restando dentro i cast i prezzi al metro variano parecchio, e non è questione di nome: cambiano le formulazioni, gli adesivi, la stabilità del colore, la gamma disponibile, le durate dichiarate e le garanzie che il produttore mette per iscritto. Sono differenze che al montaggio non si vedono, e che emergono dopo qualche stagione di sole.

Sul preventivo, però, quelle differenze pesano meno di quanto ci si aspetti: contano, ma da sole non spiegano scarti ampi. Se un preventivo costa molto meno di un altro, la ragione va cercata altrove.

Il tempo: qui si gioca la partita

Un cambio colore completo fatto bene non è un lavoro da poche ore. Gli standard internazionali parlano di alcuni giorni di lavoro per una berlina, e la nostra esperienza lo conferma.

Perché tanto tempo? Perché la posa vera e propria è una azione articolata e per di più rappresenta solo una parte dell’intero lavoro. Il produttore delle pellicole più diffuse, nel proprio manuale di installazione, raccomanda una giornata dedicata soltanto alla pulizia e all’ispezione del veicolo prima di iniziare — e poi un’ulteriore pulizia pannello per pannello, immediatamente prima di applicare la pellicola su quel pannello. Non è pignoleria: qualsiasi contaminante rimasto sotto la pellicola compromette l’adesione e, a volte, il risultato estetico.

E c’è la fase finale, quella che nessuno vede e che sparisce per prima quando si va di fretta. Gli installatori esperti dedicano circa il 10-15% del tempo totale alla sola finitura: riscaldare i bordi a temperatura controllata perché aderiscano stabilmente, ripassarli, tagliare la pellicola in corrispondenza delle giunzioni tra i pannelli — che si muovono quando l’auto si muove, e se la pellicola non è tagliata lì, col tempo si strappa da sola — e ispezionare tutto con luce direzionale.

Chi salta questa fase consegna un’auto che sembra perfetta il giorno del ritiro. I bordi iniziano a sollevarsi qualche settimana dopo.

Cosa comprende davvero il lavoro

Questa è la variabile che pesa di più ed è anche l’unica che puoi verificare prima di firmare.

Un cambio colore fatto a regola d’arte prevede lo smontaggio di diverse parti: maniglie, calotte degli specchietti, fanali, modanature, loghi. Le guide ufficiali dei produttori lo raccomandano per due motivi precisi — permettere la pulizia accurata di bordi e interstizi, e consentire di rimboccare la pellicola sotto i componenti invece di tirarla intorno a essi.

La differenza si vede, e si vede presto. Quando la pellicola viene stirata negli spazi stretti attorno a una maniglia, col tempo si ritira e forma bolle. Quando invece la maniglia è stata smontata, la pellicola passa sotto e il risultato somiglia a una verniciatura di fabbrica.

C’è chi sostiene che un installatore esperto possa lavorare senza smontare, ed è vero che si può fare. Ma anche chi lo difende ammette che attorno alla maniglia resterà una piccola fessura visibile. È un compromesso: legittimo se dichiarato, meno se scoperto dopo.

Le domande da fare al telefono, che valgono più di qualsiasi confronto di prezzi:

  • Smontate maniglie, calotte e fanali, o lavorate intorno?
  • Quanti giorni tenete l’auto?
  • Fate una scheda di ispezione della vernice prima di iniziare?

Su quest’ultimo punto vale la pena spendere una riga. La verifica documentata dello stato della vernice prima di applicare qualsiasi pellicola è una procedura prescritta dal produttore stesso, modulo incluso: serve a fotografare eventuali zone di vernice non integra, perché su quelle nessuno può garantire l’adesione né escludere danni in fase di rimozione — un tema che abbiamo approfondito parlando di cosa succede davvero alla vernice sotto il wrapping. Non è un vezzo dell’applicatore. È il modo in cui si tutela anche il cliente.

E qualche giorno dopo il ritiro, un controllo che puoi fare da solo: maniglie che si muovono, modanature disallineate, specchietti che vibrano, serrature che sembrano impastate. Sono i segni di un rimontaggio fatto in fretta.

E se invece del vinile….?

C’è una seconda strada, meno nota: il PPF colorato. È una pellicola in poliuretano che cambia colore e protegge la vernice dai sassi, con capacità di autoriparazione dei micrograffi. Il vinile, che è pensato per l’estetica, questo non lo fa.

Vale la pena chiarire subito una cosa, perché il confronto viene spesso posto male. Vinile e PPF colorato non sono lo stesso prodotto a due prezzi diversi: fanno cose diverse. Confrontare il vinile più costoso con il PPF colorato più economico non ha molto senso — è come confrontare la frutta con la verdura. Se stai valutando la qualità, la valuti dentro la strada che hai scelto.

Detto questo, il PPF colorato costa mediamente di più, e per due ragioni che si sommano.

La prima è la pellicola. Anche il PPF colorato ha una forbice di prezzo ampia a seconda della marca, ma quella forbice parte più in alto di quella del vinile e arriva molto più in su: tra i prodotti sul mercato si può arrivare al doppio, a parità di categoria. Il poliuretano di per sé è più costoso da produrre del PVC, e ottenere un colore stabile su un materiale che deve restare elastico e autoriparante è più complesso che pigmentare un vinile. Sono anche film recenti, in un mercato ancora giovane e con prezzi non assestati.

La seconda è il tempo, ed è la parte che sorprende di più.

Anche sul vinile si smonta, ed è la ragione per cui i bordi restano attaccati negli anni. Sul PPF colorato si smonta di più: il materiale è più spesso — parliamo del doppio o del triplo di un vinile — e dove un vinile sottile si rimbocca, il PPF non ci arriva. Per chiudere il bordo bisogna scendere più a fondo. Nella nostra esperienza il lavoro di smontaggio e rimontaggio richiede all’incirca una volta e mezza quello di un cambio colore in vinile.

Non è una scelta dell’operatore: è una proprietà fisica del materiale. Il che significa che un preventivo per il PPF colorato con gli stessi tempi di un vinile dovrebbe farti alzare un sopracciglio.

Anche tra i PPF colorati, poi, le differenze costruttive sono profonde e incidono sulla durata del colore: le abbiamo approfondite nella guida alla scelta tra pellicola wrapping e PPF colorato.

In sintesi

Il prezzo del wrapping non si legge dal numero in fondo al preventivo. Si legge da cosa quel numero comprende: quale pellicola, quanti giorni, quante parti smontate, quanta finitura.

Un preventivo più basso non è necessariamente un affare, e uno più alto non è necessariamente un ricarico. Sono spesso due lavori diversi, e la differenza tra i due si vede quando la pellicola inizia a sollevarsi — o quando non si solleva.

Se stai valutando un cambio colore per la tua auto e vuoi capire quale strada abbia senso nel tuo caso, siamo a Milano e ne parliamo volentieri.

Se stai cercando un numero, te lo diamo subito: per il cambio colore completo di una berlina, con un vinile di qualità e installazione fatta come si deve, si parla di qualche migliaio di euro. Non è una cifra secca, ed è proprio questo il punto interessante.

Se chiedi tre preventivi, è probabile che tra il più basso e il più alto ci siano mille euro o più. Non perché qualcuno stia gonfiando il prezzo, ma perché dietro la stessa parola — “wrapping” — possono esserci lavori molto diversi tra loro. Questo articolo serve a farti capire quali, così quando leggi un preventivo sai cosa stai guardando.

Se invece stai ancora decidendo quale strada prendere, il quadro d’insieme è in cosa sapere prima di cambiare colore all’auto.

Tre cose muovono il prezzo, non una

Nella testa di chi chiede un preventivo, il prezzo dipende dalla pellicola. È l’assunzione più naturale e anche la più fuorviante, perché la pellicola è solo una delle tre variabili in gioco.

Le altre due sono quanto tempo serve per posarla bene e quanto lavoro comprende effettivamente il preventivo. E sono quelle che spiegano i divari più ampi.

Le vediamo una per una.

Costo pellicola wrapping auto

La pellicola: conta, ma non spiega tutto

Le pellicole per il cambio colore non sono tutte uguali, e la prima distinzione è tra i vinili cast (o fusi) e quelli calandrati. I cast sono più conformabili, si adattano alle curve senza tensioni, restano stabili nel tempo. I calandrati costano meno ma tendono a ritirarsi e sono adatti soprattutto a superfici piane. Per un cambio colore completo su un’auto, il cast è la scelta sensata.

Ma “è un cast” non basta a dire che due pellicole siano equivalenti. Anche restando dentro i cast i prezzi al metro variano parecchio, e non è questione di nome: cambiano le formulazioni, gli adesivi, la stabilità del colore, la gamma disponibile, le durate dichiarate e le garanzie che il produttore mette per iscritto. Sono differenze che al montaggio non si vedono, e che emergono dopo qualche stagione di sole.

Sul preventivo, però, quelle differenze pesano meno di quanto ci si aspetti: contano, ma da sole non spiegano scarti ampi. Se un preventivo costa molto meno di un altro, la ragione va cercata altrove.

Il tempo: qui si gioca la partita

Un cambio colore completo fatto bene non è un lavoro da poche ore. Gli standard internazionali parlano di alcuni giorni di lavoro per una berlina, e la nostra esperienza lo conferma.

Perché tanto tempo? Perché la posa vera e propria è una azione articolata e per di più rappresenta solo una parte dell’intero lavoro. Il produttore delle pellicole più diffuse, nel proprio manuale di installazione, raccomanda una giornata dedicata soltanto alla pulizia e all’ispezione del veicolo prima di iniziare — e poi un’ulteriore pulizia pannello per pannello, immediatamente prima di applicare la pellicola su quel pannello. Non è pignoleria: qualsiasi contaminante rimasto sotto la pellicola compromette l’adesione e, a volte, il risultato estetico.

E c’è la fase finale, quella che nessuno vede e che sparisce per prima quando si va di fretta. Gli installatori esperti dedicano circa il 10-15% del tempo totale alla sola finitura: riscaldare i bordi a temperatura controllata perché aderiscano stabilmente, ripassarli, tagliare la pellicola in corrispondenza delle giunzioni tra i pannelli — che si muovono quando l’auto si muove, e se la pellicola non è tagliata lì, col tempo si strappa da sola — e ispezionare tutto con luce direzionale.

Chi salta questa fase consegna un’auto che sembra perfetta il giorno del ritiro. I bordi iniziano a sollevarsi qualche settimana dopo.

Cosa comprende davvero il lavoro

Questa è la variabile che pesa di più ed è anche l’unica che puoi verificare prima di firmare.

Un cambio colore fatto a regola d’arte prevede lo smontaggio di diverse parti: maniglie, calotte degli specchietti, fanali, modanature, loghi. Le guide ufficiali dei produttori lo raccomandano per due motivi precisi — permettere la pulizia accurata di bordi e interstizi, e consentire di rimboccare la pellicola sotto i componenti invece di tirarla intorno a essi.

La differenza si vede, e si vede presto. Quando la pellicola viene stirata negli spazi stretti attorno a una maniglia, col tempo si ritira e forma bolle. Quando invece la maniglia è stata smontata, la pellicola passa sotto e il risultato somiglia a una verniciatura di fabbrica.

C’è chi sostiene che un installatore esperto possa lavorare senza smontare, ed è vero che si può fare. Ma anche chi lo difende ammette che attorno alla maniglia resterà una piccola fessura visibile. È un compromesso: legittimo se dichiarato, meno se scoperto dopo.

Le domande da fare al telefono, che valgono più di qualsiasi confronto di prezzi:

  • Smontate maniglie, calotte e fanali, o lavorate intorno?
  • Quanti giorni tenete l’auto?
  • Fate una scheda di ispezione della vernice prima di iniziare?

Su quest’ultimo punto vale la pena spendere una riga. La verifica documentata dello stato della vernice prima di applicare qualsiasi pellicola è una procedura prescritta dal produttore stesso, modulo incluso: serve a fotografare eventuali zone di vernice non integra, perché su quelle nessuno può garantire l’adesione né escludere danni in fase di rimozione — un tema che abbiamo approfondito parlando di cosa succede davvero alla vernice sotto il wrapping. Non è un vezzo dell’applicatore. È il modo in cui si tutela anche il cliente.

E qualche giorno dopo il ritiro, un controllo che puoi fare da solo: maniglie che si muovono, modanature disallineate, specchietti che vibrano, serrature che sembrano impastate. Sono i segni di un rimontaggio fatto in fretta.

E se invece del vinile….?

C’è una seconda strada, meno nota: il PPF colorato. È una pellicola in poliuretano che cambia colore e protegge la vernice dai sassi, con capacità di autoriparazione dei micrograffi. Il vinile, che è pensato per l’estetica, questo non lo fa.

Vale la pena chiarire subito una cosa, perché il confronto viene spesso posto male. Vinile e PPF colorato non sono lo stesso prodotto a due prezzi diversi: fanno cose diverse. Confrontare il vinile più costoso con il PPF colorato più economico non ha molto senso — è come confrontare la frutta con la verdura. Se stai valutando la qualità, la valuti dentro la strada che hai scelto.

Detto questo, il PPF colorato costa mediamente di più, e per due ragioni che si sommano.

La prima è la pellicola. Anche il PPF colorato ha una forbice di prezzo ampia a seconda della marca, ma quella forbice parte più in alto di quella del vinile e arriva molto più in su: tra i prodotti sul mercato si può arrivare al doppio, a parità di categoria. Il poliuretano di per sé è più costoso da produrre del PVC, e ottenere un colore stabile su un materiale che deve restare elastico e autoriparante è più complesso che pigmentare un vinile. Sono anche film recenti, in un mercato ancora giovane e con prezzi non assestati.

La seconda è il tempo, ed è la parte che sorprende di più.

Anche sul vinile si smonta, ed è la ragione per cui i bordi restano attaccati negli anni. Sul PPF colorato si smonta di più: il materiale è più spesso — parliamo del doppio o del triplo di un vinile — e dove un vinile sottile si rimbocca, il PPF non ci arriva. Per chiudere il bordo bisogna scendere più a fondo. Nella nostra esperienza il lavoro di smontaggio e rimontaggio richiede all’incirca una volta e mezza quello di un cambio colore in vinile.

Non è una scelta dell’operatore: è una proprietà fisica del materiale. Il che significa che un preventivo per il PPF colorato con gli stessi tempi di un vinile dovrebbe farti alzare un sopracciglio.

Anche tra i PPF colorati, poi, le differenze costruttive sono profonde e incidono sulla durata del colore: le abbiamo approfondite nella guida alla scelta tra pellicola wrapping e PPF colorato.

In sintesi

Il prezzo del wrapping non si legge dal numero in fondo al preventivo. Si legge da cosa quel numero comprende: quale pellicola, quanti giorni, quante parti smontate, quanta finitura.

Un preventivo più basso non è necessariamente un affare, e uno più alto non è necessariamente un ricarico. Sono spesso due lavori diversi, e la differenza tra i due si vede quando la pellicola inizia a sollevarsi — o quando non si solleva.

Se stai valutando un cambio colore per la tua auto e vuoi capire quale strada abbia senso nel tuo caso, siamo a Milano e ne parliamo volentieri.

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FAQ

LEGGI QUI LE RISPOSTE AD ALCUNE TRA LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI:

Cos’è la nanotecnologia?

E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”,  i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.

Cos’è Ceramic Pro?

E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno. 

Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?

No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.

Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?

No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.

Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?

Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.

Posso acquistare e applicare da solo Ceramic Pro?

No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.

È applicabile anche su veicoli opachi?

Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.

La protezione contro i graffi è assoluta?

La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.

Che tipo di manutenzione è necessaria?

Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.

In cosa consiste l’attività di mantenimento?

Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.

Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?

Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.

Quanto costa Ceramic Pro?

Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.

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Cos’è la nanotecnologia?

E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”,  i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.

Cos’è Ceramic Pro?

E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno. 

Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?

No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.

Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?

No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.

Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?

Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.

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No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.

È applicabile anche su veicoli opachi?

Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.

La protezione contro i graffi è assoluta?

La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.

Che tipo di manutenzione è necessaria?

Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.

In cosa consiste l’attività di mantenimento?

Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.

Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?

Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.

Quanto costa Ceramic Pro?

Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.