Su un’auto nera i micrograffi non perdonano. Basta una luce radente in garage, un sole deciso o i lampioni serali per far comparire quella trama di segni circolari che spegne profondità, gloss e pulizia visiva. Capire come togliere micrograffi auto nera nel modo corretto significa intervenire con precisione, perché la finitura scura è quella che mostra di più ogni errore di lavaggio, asciugatura o lucidatura.
Questo articolo fa parte del nostro approfondimento sulla lucidatura e correzione della vernice, a cui puoi tornare per il quadro d’insieme.
Perchè sull’auto nera si vedono così tanto
La vernice nera, soprattutto se pastello o con finitura molto brillante, amplifica qualsiasi difetto superficiale. I cosiddetti micrograffi, spesso definiti swirl, non sono tagli profondi nella lamiera ma abrasioni sul trasparente. Il problema è ottico: la superficie non riflette più la luce in modo uniforme e il pannello perde quell’effetto specchio che su un’auto scura fa la differenza.
Nella pratica, i segni arrivano quasi sempre da gesti comuni. Spugne non adatte, panni contaminati, rulli, polvere trascinata durante l’asciugatura, lavaggi veloci eseguiti senza prelavaggio. Anche l’uso di prodotti troppo aggressivi o di polish applicati senza criterio può peggiorare la situazione. Su una vettura nera, quello che su un colore chiaro passerebbe quasi inosservato diventa immediatamente evidente.

Come togliere micrograffi auto nera senza fare danni
La prima distinzione da fare è semplice: non tutti i micrograffi si rimuovono allo stesso modo. Alcuni sono molto superficiali e richiedono una finitura leggera. Altri hanno bisogno di una vera correzione del trasparente. Pensare di risolvere tutto con un prodotto universale è l’errore più frequente.
Se il difetto è lieve, il percorso corretto parte sempre da un lavaggio tecnico. La superficie deve essere pulita in profondità prima di qualunque intervento meccanico. Se restano contaminazioni, ogni passaggio successivo rischia di trascinare particelle dure sulla vernice e creare nuovi segni. Per questo si procede con prelavaggio, lavaggio manuale controllato, decontaminazione chimica e, se necessario, meccanica.
Solo a quel punto ha senso valutare la lucidatura. La lucidatura non copre il difetto: lo riduce o lo elimina lavorando in modo controllato sul trasparente. Qui entra in gioco la differenza tra approccio amatoriale e approccio professionale. Su un nero ben tenuto, il margine tra migliorare la finitura e creare ologrammi, haze o aloni è molto sottile.
Lucidatura manuale o con lucidatrice
La lavorazione manuale può aiutare su segni molto leggeri e localizzati, ma ha limiti evidenti. La capacità di correzione è ridotta e il risultato spesso non è uniforme, soprattutto su cofano, portiere e superfici ampie. È una soluzione che può avere senso per un piccolo ritocco “fai da te”, non per riportare un’auto nera a uno standard estetico elevato.
La lucidatrice, invece, consente un controllo più preciso di taglio, finitura e uniformità. Ma richiede esperienza reale. Tampone, compound, velocità, pressione, temperatura del pannello e durezza del trasparente cambiano il risultato finale. Su molte auto premium, dove il nero deve apparire profondo e pulito sotto qualsiasi fonte luminosa, un passaggio eseguito male lascia difetti diversi da quelli iniziali e spesso più fastidiosi.
I prodotti che funzionano davvero, e quelli che deludono
Nel mercato esistono polish da finitura, compound da taglio, glaze coprenti, cleaner e cere con effetto mascherante. Non sono la stessa cosa. Un glaze, per esempio, può migliorare temporaneamente l’aspetto della vernice riempiendo otticamente i segni più fini, ma non li corregge davvero. Dopo qualche lavaggio il problema riappare.
Un polish ben scelto, invece, lavora per abrasione controllata e può correggere in modo reale. Tuttavia la scelta dipende dal tipo di difetto e dal livello di finitura richiesto. Su un’auto nera il vero obiettivo non è solo togliere i segni visibili, ma ottenere una superficie nitida, profonda e priva di velature. Questo è il punto in cui i prodotti generici da banco spesso si fermano.
Anche i kit rapidi “anti-graffio” hanno un limite preciso: promettono semplicità universale su un materiale che universale non è. Ogni trasparente reagisce in modo diverso. E più la vettura è di valore, più diventa poco sensato sperimentare.
Come capire se il micrograffio è superficiale o no
C’è un test semplice ma non definitivo: osservare il segno con luce diretta e passare delicatamente l’unghia. Se l’unghia non percepisce scalino, spesso il difetto è nel livello superficiale del trasparente e la correzione è possibile. Se invece il segno si sente chiaramente o appare molto bianco e netto, si tratta di qualcosa di più profondo.
Per capire quali graffi si eliminano e quali no, abbiamo dedicato una guida a come togliere i graffi dall’auto.
Detto questo, la valutazione visiva da sola non basta sempre. Su un’auto nera i difetti si moltiplicano alla luce artificiale corretta, e spesso accanto ai micrograffi ci sono ossidazione leggera, water spot, segni da asciugatura o vecchi ologrammi. Ecco perché una diagnosi seria avviene pannello per pannello, con illuminazione tecnica e test spot prima di scegliere il ciclo di lucidatura.

Gli errori più comuni quando si prova a intervenire da soli
Il primo errore è lucidare senza aver decontaminato. Il secondo è usare troppo prodotto pensando di aumentare l’efficacia. Il terzo è confondere brillantezza momentanea con correzione vera. Su vernice nera questi sbagli si vedono subito, soprattutto all’esterno.
C’è poi il tema dei panni e dei tamponi. Un microfibra economico o sporco può rigare ancora. Un tampone inadatto può lasciare segni di lavorazione. Anche la fretta incide: lavorare pannelli grandi senza controllo della temperatura o della pulizia del supporto aumenta il rischio di finitura irregolare.
Infine, molti insistono su un difetto isolato senza considerare il contesto generale. Correggere solo una zona di un cofano nero può creare differenze di gloss e texture rispetto ai pannelli vicini. Su una vettura di pregio, l’armonia visiva è parte del risultato.
Quando conviene rivolgersi a un professionista
Se l’auto è nuova, di fascia alta, storica o semplicemente importante per valore estetico e patrimoniale, l’intervento professionale è quasi sempre la scelta più razionale. Non per una questione di comodità, ma di metodo. La rimozione dei micrograffi fatta bene non è un singolo gesto: è un protocollo.
Si parte dalla preparazione accurata, si esegue un test per capire quanto taglio serve davvero, si corregge il difetto con il minor consumo possibile di trasparente e si chiude con una finitura all’altezza del colore. Su un’auto nera questo approccio fa la differenza tra una lucidatura apparentemente bella in ombra e una finitura davvero pulita sotto sole, led e lampade tecniche.
In un contesto come Milano, dove smog, polveri fini, traffico e lavaggi frequenti mettono sotto pressione la carrozzeria, la sola correzione può non bastare se non viene seguita da una protezione adeguata. È qui che il detailing professionale cambia prospettiva: non si limita a recuperare il difetto, ma lavora per ridurre la probabilità che si ripresenti in tempi brevi.
Dopo la correzione: proteggere per non ricominciare da capo
Togliere i micrograffi è solo metà del lavoro. Se l’auto torna a essere lavata in modo approssimativo o resta senza protezione, i segni ricompariranno rapidamente. Una superficie corretta andrebbe sempre preservata con un livello di protezione coerente con l’uso dell’auto.
Le soluzioni possibili non offrono tutte lo stesso risultato. Una cera può dare un buon impatto estetico iniziale, ma ha una durata limitata. Un sigillante offre più continuità, ma resta una protezione intermedia. Un coating nanoceramico professionale, se applicato su superficie correttamente preparata, aggiunge resistenza chimica, maggiore scorrevolezza, idrorepellenza e una manutenzione sensibilmente più semplice. Non rende l’auto invulnerabile ai graffi, ma aiuta a gestirla meglio e a sporcarla meno.
Per chi desidera uno standard superiore, soprattutto su vetture nere ad alte prestazioni o su auto da collezione, la combinazione tra correzione accurata e protezione avanzata è l’unica strada coerente. Ceramic Pro Milano lavora proprio in questa logica: prima si ripristina la qualità ottica della superficie, poi si costruisce un sistema di difesa che mantenga il risultato nel tempo.

Come lavare un’auto nera dopo aver eliminato i micrograffi
La manutenzione corretta è meno spettacolare della lucidatura, ma incide di più sulla durata del risultato. Un buon prelavaggio riduce l’attrito perché scioglie parte dello sporco prima del contatto. Il lavaggio manuale con strumenti puliti e tecnica controllata limita la formazione di nuovi swirl. Anche l’asciugatura conta molto: trascinare un panno su una superficie ancora contaminata è uno dei modi più rapidi per rigare di nuovo il trasparente.
Conta anche la frequenza. Lasciare depositare troppo sporco costringe a lavaggi più aggressivi. Al contrario, una manutenzione regolare e ben eseguita richiede meno forza, meno passaggi e meno rischio. Su un’auto nera il vero lusso non è lucidare spesso, ma avere una superficie che resta elegante più a lungo tra un intervento e l’altro.
Chi guarda la propria auto controluce e nota quella rete di segni sottili tende a pensare a un difetto inevitabile. Non lo è. I micrograffi si possono correggere, ma soprattutto si possono prevenire molto meglio di quanto si creda, se il trattamento iniziale e la manutenzione sono all’altezza della vettura.
Su un’auto nera i micrograffi non perdonano. Basta una luce radente in garage, un sole deciso o i lampioni serali per far comparire quella trama di segni circolari che spegne profondità, gloss e pulizia visiva. Capire come togliere micrograffi auto nera nel modo corretto significa intervenire con precisione, perché la finitura scura è quella che mostra di più ogni errore di lavaggio, asciugatura o lucidatura.
Questo articolo fa parte del nostro approfondimento sulla lucidatura e correzione della vernice, a cui puoi tornare per il quadro d’insieme.
Perchè sull’auto nera si vedono così tanto
La vernice nera, soprattutto se pastello o con finitura molto brillante, amplifica qualsiasi difetto superficiale. I cosiddetti micrograffi, spesso definiti swirl, non sono tagli profondi nella lamiera ma abrasioni sul trasparente. Il problema è ottico: la superficie non riflette più la luce in modo uniforme e il pannello perde quell’effetto specchio che su un’auto scura fa la differenza.
Nella pratica, i segni arrivano quasi sempre da gesti comuni. Spugne non adatte, panni contaminati, rulli, polvere trascinata durante l’asciugatura, lavaggi veloci eseguiti senza prelavaggio. Anche l’uso di prodotti troppo aggressivi o di polish applicati senza criterio può peggiorare la situazione. Su una vettura nera, quello che su un colore chiaro passerebbe quasi inosservato diventa immediatamente evidente.

Come togliere micrograffi auto nera senza fare danni
La prima distinzione da fare è semplice: non tutti i micrograffi si rimuovono allo stesso modo. Alcuni sono molto superficiali e richiedono una finitura leggera. Altri hanno bisogno di una vera correzione del trasparente. Pensare di risolvere tutto con un prodotto universale è l’errore più frequente.
Se il difetto è lieve, il percorso corretto parte sempre da un lavaggio tecnico. La superficie deve essere pulita in profondità prima di qualunque intervento meccanico. Se restano contaminazioni, ogni passaggio successivo rischia di trascinare particelle dure sulla vernice e creare nuovi segni. Per questo si procede con prelavaggio, lavaggio manuale controllato, decontaminazione chimica e, se necessario, meccanica.
Solo a quel punto ha senso valutare la lucidatura. La lucidatura non copre il difetto: lo riduce o lo elimina lavorando in modo controllato sul trasparente. Qui entra in gioco la differenza tra approccio amatoriale e approccio professionale. Su un nero ben tenuto, il margine tra migliorare la finitura e creare ologrammi, haze o aloni è molto sottile.
Lucidatura manuale o con lucidatrice
La lavorazione manuale può aiutare su segni molto leggeri e localizzati, ma ha limiti evidenti. La capacità di correzione è ridotta e il risultato spesso non è uniforme, soprattutto su cofano, portiere e superfici ampie. È una soluzione che può avere senso per un piccolo ritocco “fai da te”, non per riportare un’auto nera a uno standard estetico elevato.
La lucidatrice, invece, consente un controllo più preciso di taglio, finitura e uniformità. Ma richiede esperienza reale. Tampone, compound, velocità, pressione, temperatura del pannello e durezza del trasparente cambiano il risultato finale. Su molte auto premium, dove il nero deve apparire profondo e pulito sotto qualsiasi fonte luminosa, un passaggio eseguito male lascia difetti diversi da quelli iniziali e spesso più fastidiosi.
I prodotti che funzionano davvero, e quelli che deludono
Nel mercato esistono polish da finitura, compound da taglio, glaze coprenti, cleaner e cere con effetto mascherante. Non sono la stessa cosa. Un glaze, per esempio, può migliorare temporaneamente l’aspetto della vernice riempiendo otticamente i segni più fini, ma non li corregge davvero. Dopo qualche lavaggio il problema riappare.
Un polish ben scelto, invece, lavora per abrasione controllata e può correggere in modo reale. Tuttavia la scelta dipende dal tipo di difetto e dal livello di finitura richiesto. Su un’auto nera il vero obiettivo non è solo togliere i segni visibili, ma ottenere una superficie nitida, profonda e priva di velature. Questo è il punto in cui i prodotti generici da banco spesso si fermano.
Anche i kit rapidi “anti-graffio” hanno un limite preciso: promettono semplicità universale su un materiale che universale non è. Ogni trasparente reagisce in modo diverso. E più la vettura è di valore, più diventa poco sensato sperimentare.
Come capire se il micrograffio è superficiale o no
C’è un test semplice ma non definitivo: osservare il segno con luce diretta e passare delicatamente l’unghia. Se l’unghia non percepisce scalino, spesso il difetto è nel livello superficiale del trasparente e la correzione è possibile. Se invece il segno si sente chiaramente o appare molto bianco e netto, si tratta di qualcosa di più profondo.
Per capire quali graffi si eliminano e quali no, abbiamo dedicato una guida a come togliere i graffi dall’auto.
Detto questo, la valutazione visiva da sola non basta sempre. Su un’auto nera i difetti si moltiplicano alla luce artificiale corretta, e spesso accanto ai micrograffi ci sono ossidazione leggera, water spot, segni da asciugatura o vecchi ologrammi. Ecco perché una diagnosi seria avviene pannello per pannello, con illuminazione tecnica e test spot prima di scegliere il ciclo di lucidatura.

Gli errori più comuni quando si prova a intervenire da soli
Il primo errore è lucidare senza aver decontaminato. Il secondo è usare troppo prodotto pensando di aumentare l’efficacia. Il terzo è confondere brillantezza momentanea con correzione vera. Su vernice nera questi sbagli si vedono subito, soprattutto all’esterno.
C’è poi il tema dei panni e dei tamponi. Un microfibra economico o sporco può rigare ancora. Un tampone inadatto può lasciare segni di lavorazione. Anche la fretta incide: lavorare pannelli grandi senza controllo della temperatura o della pulizia del supporto aumenta il rischio di finitura irregolare.
Infine, molti insistono su un difetto isolato senza considerare il contesto generale. Correggere solo una zona di un cofano nero può creare differenze di gloss e texture rispetto ai pannelli vicini. Su una vettura di pregio, l’armonia visiva è parte del risultato.
Quando conviene rivolgersi a un professionista
Se l’auto è nuova, di fascia alta, storica o semplicemente importante per valore estetico e patrimoniale, l’intervento professionale è quasi sempre la scelta più razionale. Non per una questione di comodità, ma di metodo. La rimozione dei micrograffi fatta bene non è un singolo gesto: è un protocollo.
Si parte dalla preparazione accurata, si esegue un test per capire quanto taglio serve davvero, si corregge il difetto con il minor consumo possibile di trasparente e si chiude con una finitura all’altezza del colore. Su un’auto nera questo approccio fa la differenza tra una lucidatura apparentemente bella in ombra e una finitura davvero pulita sotto sole, led e lampade tecniche.
In un contesto come Milano, dove smog, polveri fini, traffico e lavaggi frequenti mettono sotto pressione la carrozzeria, la sola correzione può non bastare se non viene seguita da una protezione adeguata. È qui che il detailing professionale cambia prospettiva: non si limita a recuperare il difetto, ma lavora per ridurre la probabilità che si ripresenti in tempi brevi.
Dopo la correzione: proteggere per non ricominciare da capo
Togliere i micrograffi è solo metà del lavoro. Se l’auto torna a essere lavata in modo approssimativo o resta senza protezione, i segni ricompariranno rapidamente. Una superficie corretta andrebbe sempre preservata con un livello di protezione coerente con l’uso dell’auto.
Le soluzioni possibili non offrono tutte lo stesso risultato. Una cera può dare un buon impatto estetico iniziale, ma ha una durata limitata. Un sigillante offre più continuità, ma resta una protezione intermedia. Un coating nanoceramico professionale, se applicato su superficie correttamente preparata, aggiunge resistenza chimica, maggiore scorrevolezza, idrorepellenza e una manutenzione sensibilmente più semplice. Non rende l’auto invulnerabile ai graffi, ma aiuta a gestirla meglio e a sporcarla meno.
Per chi desidera uno standard superiore, soprattutto su vetture nere ad alte prestazioni o su auto da collezione, la combinazione tra correzione accurata e protezione avanzata è l’unica strada coerente. Ceramic Pro Milano lavora proprio in questa logica: prima si ripristina la qualità ottica della superficie, poi si costruisce un sistema di difesa che mantenga il risultato nel tempo.

Come lavare un’auto nera dopo aver eliminato i micrograffi
La manutenzione corretta è meno spettacolare della lucidatura, ma incide di più sulla durata del risultato. Un buon prelavaggio riduce l’attrito perché scioglie parte dello sporco prima del contatto. Il lavaggio manuale con strumenti puliti e tecnica controllata limita la formazione di nuovi swirl. Anche l’asciugatura conta molto: trascinare un panno su una superficie ancora contaminata è uno dei modi più rapidi per rigare di nuovo il trasparente.
Conta anche la frequenza. Lasciare depositare troppo sporco costringe a lavaggi più aggressivi. Al contrario, una manutenzione regolare e ben eseguita richiede meno forza, meno passaggi e meno rischio. Su un’auto nera il vero lusso non è lucidare spesso, ma avere una superficie che resta elegante più a lungo tra un intervento e l’altro.
Chi guarda la propria auto controluce e nota quella rete di segni sottili tende a pensare a un difetto inevitabile. Non lo è. I micrograffi si possono correggere, ma soprattutto si possono prevenire molto meglio di quanto si creda, se il trattamento iniziale e la manutenzione sono all’altezza della vettura.
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FAQ
LEGGI QUI LE RISPOSTE AD ALCUNE TRA LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI:
Cos’è la nanotecnologia?
E’ un ramo della scienza che si occupa del controllo e della manipolazione della materia su scala dimensionale nanometrica (un miliardesimo di metro). A livello “nano”, i comportamenti e le caratteristiche della materia si modificano in modo notevole con proprietà e funzionalità che vanno fondamentalmente in due direzioni: o sono notevolmente migliorate o sono completamente nuove.
Cos’è Ceramic Pro?
E’ un liquido trasparente a base di biossido di silicio composto di nanomolecole. Una volta applicato, le nanomolecole riempiono gli spazi vuoti esistenti sulla superficie fino a formare una barriera che isola il substrato originale dai contaminanti del mondo esterno.
Ceramic Pro può danneggiare la mia auto?
No. Ceramic Pro è assolutamente sicuro, per qualsiasi superficie. Non danneggia vernice o trasparente e non inficia la garanzia originale della tua auto.
Ceramic Pro può nel tempo crepare, pelare o ingiallire?
No. Tutti i prodotti Ceramic Pro sono sottoposti a severi test da parte di SGS, che ne garantiscono l’assoluta affidabilità anche in questo senso.
Ceramic Pro è un’alternativa alla cera?
Sì, una alternativa di gran lunga più performante, sotto tutti i punti di vista, e durevole. Una volta applicato il Ceramic Pro non c’è più bisogno di alcuna cera o altro protettivo. La manutenzione a tuo carico richiede solo lavaggio con acqua e detersivo neutro.
Posso acquistare e applicare da solo Ceramic Pro?
No. Il Ceramic Pro può essere venduto ed applicato esclusivamente da centri certificati ed autorizzati. Ogni altra soluzione, oltre a rischiare di creare danni alla superficie e compromettere il risultato finale, fa decadere ogni diritto alla garanzia.
È applicabile anche su veicoli opachi?
Sì. Anzi, proprio perché i trasparenti opachi sono particolarmente problematici in tema di mantenimento e manutenzione, l’applicazione del Ceramic Pro è ancora più utile e funzionale.
La protezione contro i graffi è assoluta?
La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.
Che tipo di manutenzione è necessaria?
Per una corretta manutenzione è sufficiente lavare a mano periodicamente la vettura, con solo detergente neutro. Oltre a questo è necessario svolgere, presso il nostro centro, il ciclo di mantenimento annuale.
In cosa consiste l’attività di mantenimento?
Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.
Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?
Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.
Quanto costa Ceramic Pro?
Dipende dal pacchetto scelto, dalle dimensioni e dalle condizioni del veicolo da trattare. Per dare comunque un riferimento, si parte dai 600 Euro fino ad arrivare a circa 3000 per la protezione a vita.
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È applicabile anche su veicoli opachi?
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La protezione contro i graffi è assoluta?
La durezza del Ceramic Pro è tre volte superiore a quella di un tradizionale trasparente. Ciò aumenta notevolmente la resistenza della superficie, ma, nonostante ciò, non è possibile fornire una garanzia assoluta contro graffi, scheggiature e abrasioni. Eventuali difetti eventualmente creatisi al di sopra dello strato di base verniciante, però, possono essere molto più facilmente ripristinati.
Che tipo di manutenzione è necessaria?
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In cosa consiste l’attività di mantenimento?
Si tratta di un passaggio annuale presso il nostro centro al fine di una verifica dello stato della protezione ed il ripristino di eventuali particelle superficiali di prodotto deteriorate. Il prezzo di tale attività è già incluso nel costo del pacchetto acquistato.
Viene fornita una garanzia con Ceramic Pro?
Sì, per il periodo indicato in funzione del tipo di trattamento (da due anni fino a vita). La validità della garanzia è subordinata alla puntuale esecuzione del ciclo di mantenimento.
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